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Storace: barra a destra o cavallo di troia?

L’uscita di Storace da An e la creazione di quello che sarà un nuovo partito ha una unica chiave di lettura primaria e alcune secondarie che hanno valore ancora più importante.

La prima è quella di intercettare tanta parte della società civile, con valori ascrivibili a quella che una volta poteva (almeno in Italia) essere chiamata “destra” e che è orfana di una espressione politica di riferimento da quando l’apostata Fini, da Fiuggi ai giorni nostri, ha smembrato, ribaltato, illuso, trasformato e dissanguato Alleanza Nazionale con il piglio di chi nulla ha voluto ascoltare dalla sua base elettorale (illuminante a tal proposito la reiterata volontà di non voler indire un congresso di partito chiesto a più voci ripetutamente da tanti anni) e con l’intento di succedere a Berlusconi nella lotta elettorale futura - certa da tempo - tra lui e Veltroni. Cosa che peraltro non si realizzerà: Veltroni è in sella al Pd mentre Fini non succederà mai a Berlusconi in maniera parimenti decisa.

Questo elettorato alla deriva è dunque un terreno di caccia per qualsiasi forza politica. L’assenza di un riferimento in tal senso, e la capacità mediatica ed evocativa di Storace, sono quindi giunti a far prendere questa strada al Senatore.

Ora attenzione, chiariamo un possibile equivoco: ciò che Storace intende fare non è un assemblamento di ciò che era il Msi del prima Fiuggi (e dunque non vi è, almeno direttamente, la volontà di portare con sé i partitini di destra radicale che da sempre sono al di fuori di Alleanza Nazionale), quanto di ripristinare la direzione politica e l’elettorato di An al tempo di Fiuggi.

È un passaggio importante: il percorso di An non è, come erroneamente molti sottolineano, a due tappe. Ovvero non è dall’Msi ad An come la conosciamo oggi (...). Ma vi è la tappa intermedia di Fiuggi, del tutto differente da ciò che An è attualmente.
C’era l’Msi, poi c’è stata la svolta di Fiuggi e la nascita di An, e oggi c’è “la cosa” che più che altro è una lista Fini, schiacciata su Berlusconi (con politiche del tutto diverse da quelle che si era deciso di intraprendere a Fiuggi), con residui democristiani e con un dissanguamento costante dal 1994 a oggi di elettorato a destra.
Ecco, Storace ritorna a Fiuggi. Dunque ritorna a quello che si era deciso An sarebbe dovuta diventare prima che Fini facesse le svolte e le capriole che tutti conosciamo.

In tal senso, l’operazione di Storace ha un suo perché.

Ma c’è una frase pronunciata dal Senatore che è - probabilmente - rivelatrice: “c’è il pericolo che si possa aprire uno spazio per il terzo polo e che questo spazio venga occupato da una forza terza rispetto alle attuali”.

Il che significa, intuitivamente ancora prima che logicamente e razionalmente, che l’operazione di Storace è volta a occupare questo spazio prima che altri lo facciano.

Il punto attorno al quale ruota tutta la bontà o meno della cosa è verificare se, al momento decisivo dell’operazione, ovvero in occasione di prossime tornate elettorali, Storace vorrà rappresentare effettivamente una parte di società civile che non si riconosce in uno dei due poli attuali verso i quali si sta dividendo la politica oppure cercherà di traghettare - con la più classica delle strategie che potremmo chiamare “cavallo di troia” - tutti gli elettori che lo avranno seguito all’interno, naturalmente, del “polo delle libertà”.

Se si verificasse quest’ultima ipotesi, ancora una volta, il tutto sarebbe archiviabile come una mera operazione da prima repubblica. Deprecabile per quanto riguarda Storace e presa in giro, ancora una volta, per quanto riguarda tutte le persone che lo avranno seguito in questo processo.

La chiave ultima e importante di lettura pertanto è questa: attendere, dopo la creazione di questo partito, di verificare se Storace andrà avanti per la sua strada o se sarà stato solo una strategia politica per non perdere definitivamente la parte destra di An che Fini da solo non sarebbe certo stato in grado di tenere con sé.

Ovvero: novità reale o strategia oligarchica per mantenere lo stato attuale delle cose.

Voi su cosa scommettete?

(Pubbl. su AlzoZero.org

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