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Prodi torna alle sedute spiritiche

In Piazza del Gesù, unendo sacro e profano, i comunistacci mangiapreti si sono riuniti nella notte in concistoro per trovare dall’aldilà un metodo per andare avanti dopo la batosta elettorale e le due paginate sul Corriere dove il premier dichiarava “adesso si fa come dico io o me ne vado”.
Come se ci fosse ancora avvenire dopo che l’unica sinistra in grado di contrastare l’ascesa del Diavolo delle Libertà è stata quella massimalista di Angius e Mussi, che a guardarli, infatti, sembrano proprio due esorcisti. 136539-852983-thumbnail.jpg
Così, in quella nottata delle streghe, i 45 saggi si sono scannati su scranni, poltrone, consulenze, incarichi e funzioni all’interno della sala operatoria dove Mr Prodinstein e il suo fido Igor Fassino cercano di rianimare l’inanimato Partito Democratico assistiti da Inga Bindi.
Quando il conclave s’era ormai concluso a notte fonda, assonnati cronisti hanno salito le scale del palazzo e hanno trovato Prodi crocifisso che spiegava il risultato di cotanto impegno: l’annuncio del 14 ottobre come data definitiva per l’assemblea costituente (lo si sapeva già), che non si sa come si voterà alle primarie (lo si sapeva già), né perché (idem) né per chi (idem con patate).
Occhi spenti, uomini distrutti dalle fatiche notturne hanno assistito al Te Deum di Prodi che ha farfugliato con le ultime energie rimaste un discorso ancora più vago di quello della campagna elettorale che fu.
L’unica cosa certa, a detta del Premier, è che ci sarà una nuova classe dirigente - quale? - sorvolando sull’unico risultato manifesto: la riunione durata quattro ore ha sortito un solo unico effetto, i chiodi nei suoi palmi e nei piedi.
Ora si attende la resurrezione. Ma Prodi non è mica il Cavaliere. O no?

(Pubbl. Veleno Settimanale 03/06/07)

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