La Politica all'Ortofrutticolo

Camera e Senato sono diventati due mercati ortofrutticoli.
E non parliamo tanto del calciomercato estivo - vero tema caldo di questo periodo: altro che tesoretti, intercettazioni, droghe e mignotte - quanto di una vera e propria schizofrenia di politica e giornalismo, che non fanno altro che parlare di Mele marce, Pere libere, cetrioli per giochi estivi e una Selva di ambulanze per trasportare il tutto dai mercati generali agli ospedali in crisi da overdose a studi televisivi per commentare le ultime scelte di Anna Falchi.
Qui non ci si capisce più nulla.
In estate si deve bere e mangiare tanta frutta e verdura, lo sappiamo, e bisogna farlo prima che Bassolino venga giudicato per aver lasciato marcire tanto ben di dio di mondezza alla luce del sole del sud. Ma il troppo stroppia e fa venire un cagotto.
Le immagini dei telegiornali sono eclatanti: tra tardi onorevoli ai tavolini di Giolitti, in giacche quattrostagioni con ascelle pezzate e fronte perlata per le fatiche ambulatoriali dei test antidroga, tra le notti che una volta erano tra “cosce e zanzare” e ora sono diventate tra “coca e puttane”, qui la colpa non è della famiglie lontane, ma del sole troppo vicino.
Quel sole che d’estate ti porti in fronte anche di notte, anche dopo qualche bicchiere in più, anche dopo che ti porti in una camera d’albergo due strafighe mostruose, le quali si mettono a strillare di piacere che ti fa ricordare gli anni belli della tua vita e sei tanto rincoglionito che non ti rendi neanche conto che quegli strilli solo un po’ di coca poteva aiutare a recitare meglio, quel sole che ti acceca pure quando stacchi due begli assegni e poi dichiari che non sapevi che quelle fossero delle ragazze squillo.
Bisogna essere molto, molto accaldati per crederci. Oppure almeno un po’ drogati. Quanto meno dei politici bolliti.

(Pubbl. Veleno Settimanale del 05/08/2007)




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