Il Codice da Prodi

Chi è senza privilegi scagli la prima pietra. O almeno un emendamento, una proposta di legge, un nuovo partito. Insomma qualcosa per poter andare a piangere in una qualsiasi puntata di Ballarò.
Quanto meno per seguire l’esempio di Clemente Mastellagdalena, crocifisso al posto del governo, immolatosi per conservare il segreto del (sant)ufficio e bersagliato dai grillini doc.
Il Priorato di Ceppaloni ha ripreso le armi, con tanto di truppe e di plebiscito coatto, per salvare lo sfacelo del governo Prodi proprio mentre si appresta a varare la seconda finanziaria.
Tra i numeri al lotto della Bindi – soldi a tutti – quelli di Padoa Schioppa – salveremo le rendite – e i fucili a salve della Sinistra più a sinistra, si preparano le marce e le manifestazioni d’autunno.
Ha cominciato Capezzone per salvare le pensioni dei Co co pro, proseguirà la Sinistra per salvare la poltrona a Bertinotti e seguirà Alleanza Nazionale per salvare non si sa cosa visto che ormai non gli è rimasto nulla.
Per un Berlusconi non pervenuto e un Casini non pervertito, lo scenario che si prospetta è esattamente quello di una processione.
Altro che marcia su Roma, qui si sale al Golgota dell’antipolitica, dove ali di folla vedranno sfilare i responsabili dello sfacelo dell’Italia, tra consulenti,  partecipate, comunali, interinali e parastatali.
E non ci saranno assoluzioni e tanto meno resurrezioni. Al massimo qualche prescrizione. Poi tutti all’inferno, a piedi, in auto blu o con voli di Stato, purché si tolgano dai coglioni.
Adeamus!

(Pubbl. Veleno Settimanale del 30/09/07)

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