Ci siamo: La Voce del Ribelle è tornata a vivere (e a respirare attraverso la "carta")

Devo dire che fa una certo effetto nostalgico averla in mano (vedi sotto).

Oggi, tutto virtuale, tutto on-line... tornare a sfogliare un oggetto cartaceo che in pratica è un libro, come consistenza e corposità, non è affare comune. Soprattutto per una cosa che in realtà - e in origine - è una rivista. Una rivista culturale di 110 pagine. Roba d'élite, naturalmente: essere abbonati a una rivista mensile del genere e conservarne un archivio personale a casa propria, roba da Homo Sapiens dell'altro secolo, direi.

Non sono molte, nel nostro Paese, realtà come queste. Chissà se riusciremo a ripetere il piccolo "caso editoriale" della prima serie, dove La Voce del Ribelle raggiunse circa 3000 abbonati. Tremila teste pensanti. Su oltre 60 milioni di italiani. Non è poco, è pochissimo (e ce ne accorgiamo ogni giorno). Ma non è un buon motivo per desistere. Anzi, è il buon motivo per continuare a reagire. E a differenziarsi.

Oggi sono arrivate le prime copie in redazione. Oggi arrivano le copie ai nostri distributori tramite corriere espresso. Oggi sono partite, dal distributore centrale, le singole copie per i singoli abbonati. L'avremo tutti tra le mani entro il primo novembre insomma. Come promesso. Non è poco.

PS: "Nostalgia del futuro", ovviamente.

PSS Ci si può abbonare sul sito. O se ne può acquistare anche ogni singola copia, qui.

PSSS Un grazie infinito ai nostri "Editori" (li trovate sul sito della rivista, in basso) e a tutti i nostri abbonati e sostenitori che hanno reso possibile questo piccolo miracolo.

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