Libia: “umanitarismo di conquista"

Nel momento in cui scriviamo queste note, a ridosso dall’andare in stampa, la Nato ha appena preso in mano le redini dell’ennesima operazione militare di aggressione a un paese sovrano (con il malcontento della Francia, come vedremo, che in virtù delle sue volontà di potenza nel Mediterraneo si arroga ancora il diritto di essere la “mente” dell’operazione mentre lascia, almeno diplomaticamente, alla Nato la parte tecnica e logistica). Soprattutto, proprio in queste ore iniziano a circolare le prime voci in profondo disaccordo con quanto dichiarato sino a ora: si parla di una operazione che potrebbe andare avanti per qualche mese, e non per qualche giorno o settimana come precedentemente ventilato a favore di microfono.

Secondo dato, anch’esso di stretta attualità: al momento, ancora non si ha idea - o non la si vuole comunicare - di quale sia la strategia, o almeno una bozza d’intenti, per il proseguimento dell’azione. O meglio, quale sia il reale obiettivo di una operazione che, oltre ad avere tantissimi aspetti di fatto indecifrabili, rimane, quanto meno come motivazioni reali, in un alone veramente torbido.

Dal punto di vista storico, il primo elemento che andrà inserito di diritto nei libri di testo, è che dalla fine della Guerra Fredda a oggi, questa alla Libia rappresenta la quarta aggressione militare a un paese sovrano da parte di un organismo che da allora non ha - o meglio, non avrebbe - più ragione di esistere.

Nata per contrastare militarmente i paesi aderenti al Patto di Varsavia, la Nato ha cessato il suo motivo di esistere nel momento in cui è crollato il muro di Berlino e il totalitarismo comunista della ex Unione Sovietica. Da allora a oggi, essa si è di fatto trasformata, sotto l’alto comando Usa e con il benestare dell’Europa, nel braccio armato di un sistema di polizia internazionale con campo d’azione praticamente illimitato.

Il secondo elemento che dovrebbe essere chiaro a tutti, è che da oggi, ancora una volta, abbiamo conferma che nel mondo, almeno occidentale, non esiste più alcun paese sovrano. 

Ma andiamo per ordine. (…)

per Ribelle Mensile

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