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Economia e Autunno caldo. Altro che estate

Il reddito delle famiglie italiane continua a calare. Lo dichiara l’Istat: anche nell’ultimo trimestre c’è stato un calo dello 0,2 % e rispetto al periodo corrispondente del 2009 (2.6% su base annua) gli investimenti fissi si sono ridotti di oltre il 10%. Unitamente a questo, la notizia di ieri è che la Bce ha lasciato invariati i tassi di interesse all’1%, ovvero al minimo storico. Per le Banche, naturalmente. A esse la Banca Centrale Europea presta denaro all’1% di interesse (ciò non toglie che alla Grecia, cioè ai cittadini, si siano fissati tassi al 6%). Ma insomma anche chi ha mutui a tasso variabile, pur pagando tassi molto bassi deve sommare, come sempre, al tasso della Bce quello imposto dalla Banca di riferimento. Si tratta comunque di un minimo storico, da tempo.

Alcuni giorni addietro, inoltre, abbiamo commentato la notizia di una tendenza al risparmio delle famiglie anche per i generi alimentari.

Si tira la cinghia, insomma, e in questo caso proprio letteralmente, considerando che se si risparmia sui generi alimentari vuol dire proprio che la crisi si sente, eccome. 

La Bce non può, per ora, alzare i tassi (ma lo farà in seguito, statene certi) poiché alzando i tassi si andrebbe incontro, nella depressa zona euro, con la disoccupazione e l’inoccupazione galoppanti, a una giostra di fallimenti (e pignoramenti) privati i quali ricadrebbero sui grandi istituti di credito, in linea con quanto avvenuto negli Stati Uniti dal 2007 in poi. (…)

(per Ribelle Quotidiano)

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