Tweet This

Nobel alla fecondazione in vitro. Cosa ne pensate?

Al di là di motivi di ordine etico, o bio-etico, come in questo caso, l’assegnazione del Nobel per la medicina allo scienziato britannico Edwards, inventore, di fatto, della fecondazione in vitro, rimanda necessariamente a una riflessione di carattere generale. Riflessione i cui risultati naturalmente lasciamo al lettore. Ma il tema, sintetizzando, è il seguente: posto che la scienza va sempre avanti - e verso dove? - è sempre giusto applicare ciò che essa riesce a scoprire?

Beninteso, sull’assegnazione dei premi Nobel stessi è in corso, praticamente da sempre, una discussione tutt’altro che superflua. Uno degli ultimi casi in ordine di tempo, come si ricorderà, è rappresentato da quello per la pace assegnato a Obama, ovvero il Presidente di uno degli stati più guerrafondai del mondo (con armi e senza) dall’inizio, con la loro istituzione mediante genocidio degli indiani sino ai giorni nostri e, a quanto pare, anche quelli futuri. 

Ma quello odierno impone ulteriori riflessioni non solo nel merito ma, appunto, anche nel metodo di scelta. E questo ben al di là dell’intervento del Vaticano sulla questione. È chiaro che il Vaticano possa dire ciò che vuole, così come chiunque altro, ed è chiaro che alle sue parole vada dato il peso che merita una esternazione proveniente da una istituzione che rappresenta una buona percentuale di persone, nel mondo. Ma non di più. Ma è chiaro altresì che tutto il resto del discorso vada necessariamente spostato sul piano laico con il quale si debbono affrontare gli argomenti. (…)

(per Ribelle Quotidiano)

Iscriviti alla mia mailing list personale. (No spam, No Ads. Promesso)

* campi richiesti