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Dal Diario del 2010#1

“È anche tempo sospeso, oggi, che qui piove e fa freddo. Tempo propizio per studio e raccoglimento. Ho steso le pile di libri arrivati negli ultimi tre mesi, e parlo di circa 200 volumi, sul tavolo n° 2. Devo classificarli e suddividerli per temi di studio. 

Scrivo il testo per le persone che, del Ribelle, hanno deciso di abbonarsi all’edizione quotidiana, in partenza il 18 gennaio. Gli sarà inviato domani. Devo mettere a punto il tutto per la partenza di questo nuovo impegno, e devo inventare la formula per la trasmissione audio-video settimanale che condurrò su Raz. Più le altre cose relative al lancio delle due linee editoriali di Maxangelo, una di saggistica, che curerò io, e una di narrativa, che curerà Ferdinando.”

 

“La casa è finalmente quasi vuota, la maggior parte dei parenti è partita e posso riprendere con la calma a e il silenzio compromessi nei giorni passati il mio lavoro. È incredibile come le persone, molte, possano passare l’intera vita a non parlare che del nulla. Sembra che l’atto di mangiare fino a non poterne più - gratificazione a buon mercato - sia l’unica cosa a interrompere una vita di noia e frustrazioni adagiata su un letto di incoscienza.”

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