Il 2010 del Ribelle... (dal numero 16, gennaio 2010. Testo integrale)

Al di là di questo, il dato che emerge e che deve far riflettere, a ulteriore conferma di quanto detto in merito alle librerie, è che l’altra stragrande maggioranza delle persone - soprattutto di tutte quelle che non hanno accesso a internet - si informa attraverso i telegiornali: ovvero attraverso i Tg di Minzolini e Fede. Inutile commentare.

 

Basta considerare il fenomeno e immaginare quanti siano gli italiani che veramente accedono all’informazione che sarebbe necessaria oppure sono abituati a buone letture. Beninteso, a nulla varrebbe fare una panoramica mentale sulle proprie conoscenze strette: chi ci legge fa parte di una élite, quella dei “lettori”. E molto probabilmente avrà, almeno nelle frequentazioni più vicine, conoscenti o amici di simili abitudini. Se però si prova ad ampliare il proprio campo di analisi, è probabilmente facile accorgersi dello stato desolante della massa. Che non legge, viene informata male, ha poca conoscenza di quanto accade e conseguentemente - consciamente o meno - è di fatto complice di quanto accade nel nostro mondo. Perché non avendo possibilità di conoscere e comprendere, difficilmente potrà averne nello scegliere. Si tratti di votare un governo o di condurre un tipo di vita piuttosto di un altro.

Viviamo dunque in uno stato da riserva indiana. E sappiamo come sono finiti, gli indiani. Tutto attorno, o quasi, il vuoto pneumatico dell’ignoranza o, nella migliore delle ipotesi, della falsa conoscenza. Situazione perfetta per far continuare ad andare le cose così come sono. E non ci pare vadano un granché, converrete.

 

E noi? Reagiamo alla situazione, naturalmente. Ostinatamente e anche ben oltre le reali risorse che il numero degli abbonati alla rivista potrebbe consentire. 

Bando alle ciance. Ecco cosa stiamo facendo e cosa faremo nel mese di gennaio, mentre leggete queste righe, per riuscire a completare il tutto entro questo stesso mese e comunque non oltre i primi di febbraio… (leggi tutto)

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