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Parigi grigia e affascinante

Sono qui, questi giorni, insieme ai miei sodali, per una delle interviste che ho sempre sognato di fare da quando faccio questo mestiere (e parliamo quasi ormai di una quindicina d’anni): si tratta di uno di quelli che io considero tra i più grandi intellettuali viventi. Uno che mi ha cambiato la vita, insieme a Massimo Fini. 

Parigi è fredda e scura, quasi diafana stamattina. I croissant sono sempre troppo diversi e più buoni di quelli di Roma. E ogni volta scopro qualche formaggio strepitoso.

Stasera, se tutto sarà andato bene, festeggeremo il tutto al Loucheben (e non ci sarà limite di prezzo al vino).

Ma prima dobbiamo fare in modo - la mia tropue, l’interprete e soprattutto io - di fare una intervista alla grande.

Alain de Benoist, e la sua biblioteca privata di 180.000 volumi, ci aspettano.

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