Un pompino e passa tutto (o non proprio)

Non ci rimane che il sesso. Violento, per giunta. Così scarichiamo ormoni e rabbia.
Malgrado i tentativi maldestri di Alemanno di togliere le battone dalle strade consolari di Roma, e quelli malsinistri di volercele mantenere, considerando pertanto il mercato del proprio corpo come una cosa normale e legittima; malgrado la fine dei sogni perversi con le hostess Alitalia (che peraltro, ultimamente si erano anche molto lasciate andare: bisognerebbe prevedere, nel piano di rilancio, qualche esubero per anzianità e qualche nuovo innesto di silicone e botulino); malgrado la mancanza, e da tempo, di intercettazioni telefoniche curiose tipo quelle registrate nel corso del toto ministri; malgrado la menopausa di molte tra le vallette degli ultimi anni che si ostinano a tirarsi su e a presentarsi sullo schermo con colorazioni e cachet, scollature improbabili e sorrisi artificiali; visto che in Italia la situazione economica è ferma alla previsione di crescita dello 0.1 %, cerchiamo di far crescere la libido perlomeno negli ambienti domestici senza dover necessariamente parlare di bollette scadute, rate del mutuo e gas alle stelle.
Con prudenza, però, altrimenti si finisce male. Avevamo sentito di batman metropolitani schiantatisi sugli armadi, di uomini incastrati (facile immaginare per mezzo di cosa) nella centrifuga della lavatrice, ma mai nulla come quella coppia hard di Gassino Torinese (ma esiste, questo posto?) che - notizia apparsa sul giornale La Nuova Voce il 10 Settembre scorso - sono finiti all’ospedale passando in una frazione di secondo dal coito alla coglionaggine:  in cucina lui preparava una omelette mentre lei in ginocchio tentava di fare la Lewinsky fino a che - per un tentativo mal riuscito (di lui) di girare la frittata - lei si è ritrovata con ustioni di secondo grado sulla schiena, lui con una lacerazione ai genitali derivante da morso per l’inevitabile dolore e lei, inoltre, con un trauma cranico dovuto alla conseguente padellata ricevuta in testa.
Molto più tranquillamente, e anche per risanare in parte le casse dello Stato, possiamo almeno aspettarci un calendario 2009 delle Ministre Berlusconiane?

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 28/09/2008)

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