Serenità: via svincolo e perdita

Sì, la serenità. Capisco, eccome. La vorrei anche io, ma credo che nel mio caso si debba passare prima dal desiderio, dalla passione per qualcosa, indi, nel farla (non già nell’averla fatta, ma proprio nel farla) la serenità.

Da cui la partita. Il gioco è questo: riuscire a svincolarsi ora, che più si va avanti più difficile diventa. Dunque, fare uno sforzo per svincolarsi ora da parecchie cose - malgrado ci siano vincoli già pesanti, tipo un mutuo da 2000 euro al mese sulle spalle e qualche altra cosa ancora più vincolante - per ottenere una cosa sola: sedersi al tavolo di una nuova partita, una nuova scommessa.

Insomma, credo di poter faro altro nella vita rispetto a quello che faccio (con successo) adesso. Il punto è che quello che faccio adesso mi sta sulle palle. Ora, seguo questa strada piatta e scorrevole e sicura (sicura?) oppure provo a perdermi per trovare qualcosa di nuovo e bello?

(Se non ti perdi, non puoi trovare cose nuove, che le cose nuove e già udite si trovano solo dove la gente sa di poterle trovare. Per trovare quelle inaudite invece ti devi perdere, devi trovarle dove nessuno pensa possano essere)

Ecco. La partita si gioca sullo “svincolo” (Ndr). Sul coraggio di svincolarsi. Si deve essere un po’ pirati, un po’ folli. Si deve essere (quasi) eroi. Assolutamente.

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