Basta con gli insulti

È tempo di tornare a fare politica. O di andare al mare, fate voi.
Pare che il problema principale sia diventato stabilire chi fa pompini a chi. E per cosa. Invece il punto è che va bene qualunque persona in ginocchio sotto la scrivania, purché poi faccia le cose per le quali si è genuflessa.
Certo, non sarebbe pensabile mettere proprio alle Pari Opportunità una che per entrare in parlamento ha venduto i suoi servizietti. Sarebbe come aver messo al ministero dell’economia uno che ha sempre fatto gli interessi delle banche private invece che quelli degli italiani.
Sarebbe come aver fatto diventare Presidente del Consiglio uno che ha demolito lo Stato attraverso la svendita delle risorse dello Stato, ovvero dell’Iri. Sarebbe come aver fatto diventare Presidente delle Repubblica uno che insieme ai suoi amichetti di gioventù la Repubblica la voleva distruggere. Sarebbe come essere rappresentati da condannati in maniera definitiva. Sarebbe come sperare di essere informati realmente da un giornale di partito, oppure da un giornale che fa gli interessi di un gruppo commerciale. Sarebbe come aver fatto entrare in politica a curare gli interessi di tutti colui che è diventato ricco curando gli interessi propri a discapito di tutti. Sarebbe come sperare una parabola analoga a quella dell’ex segretario di Rifondazione Comunista per l’attuale presidente della Camera.
Non si tratta di realtà, ma di miraggi estivi. Oppure questa è la realtà degli ultimi vent’anni ed è uno Stato che abbia rappresentanti degni a essere solo un miraggio?
Colpa del caldo e del petrolio a 140 dollari al barile, indi dei condizionatori spenti. Per forza.

Ma in autunno torna il fresco no? In autunno crolla tutto, vero?

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 13/07/2008)

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