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DDL lampo: Fitness obbligatorio

Sentirsi male in questi periodi non è proprio il massimo: tra Sante Rite ed espianti monetizzabili, buchi nella Sanità, tagli di bilancio, fannulloni in malattia a casa sotto accusa e tetto settimanale alle sessanta ore lavorative il minimo che si possa fare è di rimanere in buona salute.
Berlusconi lo sa bene, e tanto per non rischiare di finire sotto i ferri o sotto processo (l’ennesimo) per il salto di qualche appuntamento, appena dopo essersi sentito male si è premurato, cianotico ma convinto, di rassicurare tutti sul proprio stato di salute e di ribadire l’impegno a cena per le ore seguenti.
Si deve scoppiare di salute anche perché qui si vocifera la riapertura delle case chiuse, dunque oltre in Rai e in qualche fiction, inizieranno le raccomandazioni per le ragazzine anche dentro ai nuovi bordelli metropolitani ove la classe politica, finalmente, potrà andare a sfogare le ansie parlamentari nelle sere d’estate invece di finire in mezzo alla strada con qualche battona itinerante.
Dunque, che sia attraverso pillole di vario colore (nella Pdl va fortissimo quella azzurra e non poteva essere altrimenti) oppure grazie a qualche unguento miracoloso dalla farm di Wanna Marchi, non si può rischiare di fare flop. Si deve invece andare a manetta.
Si deve essere in forma inoltre perché il tour de force delle vacanze estive, dell’esodo e del contro-esodo, sta per iniziare, e per stimolare l’economia non ci si può rassegnare a rimanere a casa a riposarsi, ma si deve iniziare la rincorsa al casello autostradale.
Sopra ogni altra cosa, però, si deve rimanere in forma perché qui, tra benzina e ortaggi alle stelle, si dovrà presto riscoprire la bicicletta e la vanga. Quest’ultima anche da dare nella schiena di Jean-Claude Trichet al ritorno dalle vacanze.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 15/06/2008)

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