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Cellulari infuocati nella legislatura vigente

Dopo i primi discorsi d’insediamento del Governo, quelli delle opposizioni e alcune manovre particolari che stanno avvenendo all’alba della nuova Repubblica, si può già delineare qualche scenario e si può facilmente capire quale sarà il settore che avrà più da guadagnare da questa nuova fase politica italiana: le telecomunicazioni.
Ma non c’entra il conflitto d’interessi e la lottizzazione Rai, non c’entra Emilio Fede né Europa 7 e tanto meno lo sbarco di iPhone nel nostro Paese.
Le telecomunicazioni faranno affari d’oro perché sono riprese le telefonate e le intercettazioni. Pare che anche Travaglio e Grillo abbiano investito nel settore.
Berlusconi che chiama al telefono Veltroni onde mettere a punto l’inciucio vituperato e ormai utilizza i biglietti solo per adescare le veline e le nuove ministrine, così come le operazioni di D’Alema che farà gruppo a sé e allo stesso tempo viene trasferita la Forleo, sono tutti segnali, infatti, che fanno propendere l’analisi in questo senso.
Chi di telefono ferisce, di telefono perisce. Avevano cominciato in campagna elettorale con la telefonata tra il Cavaliere e Saccà, avevano proseguito nel capire chi avrebbe telefonato a chi dopo il risultato elettorale, se si sarebbero utilizzati Sms oppure centralini o linee via etere, e si sta proseguendo adesso con le lobby segrete della telefonia.
A Montecitorio, infatti, nell’ufficio stampa non servono più terminali delle agenzie, internet e televisori puntati in aula, ma direttamente i rilevatori per le intercettazioni telefoniche.
A questo proposito anche il ministero relativo, che pare già assegnato, inizia nuovamente a traballare. A questo punto si fa un nome solo per quella poltrona: ed è quello di Tom Ponzi.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 18/05/08)

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