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Black List: Dario Di Vico che parla di Bce senza spiegare cosa la Bce provoca

Peccato, perché in altre circostanze avevo trovato spunti interessanti, ma l’editioriale di Dario Di Vico di ieri sul Corriere della Sera mi costringe a far entrare di prepotenza questo giornalista nella mia black list personale.

Sintesi giornalistica: in un editoriale - dunque non (solo) cronaca - Di Vico parla di Bce, di Trichet che venuto a Milano rivendica la bontà dell’operazione Euro fatta a suo tempo e della capacità dell’Europa di “reggere l’urto della crisi e le pressioni dei governi nazionali”.

Il punto è invece esattamente l’opposto. Sono i governi nazionali, meglio, i cittadini che - ancora per poco - stanno reggendo l’urto e la crisi indotta dalla speculazione monetaria della Bce sancita da Maastricht. 

“Di cose da fare ce n’è”. Termina così l’articolo.

Vero, la prima, per qualsiasi giornalista intellettualmente onesto, è quella di documentarsi sul golpe che stiamo scontando dal passaggio della Lira all’Euro in cui la Bce sola (ovvero alcuni soci privati) ha il permesso e la legittimazione di stampare moneta a costo zero e prestarcelo dietro titoli di stato che prevedono il pagamento di interessi alla Bce stessa (ovvero ai suoi soci privati) e di non tacere sul problema per antonomasia, malgrado due colonne di testo a disposizione su quello che era il primo giornale d’Italia.

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