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Della vita domestica e di altre cose

La Carreras si è imbufalita perché io a casa non faccio un cazzo. Dice.

Cioè, è vero che io faccio nulla ma proprio nulla, se si eccettua il cappuccino per lei, la mattina, quando la sveglio circa un’ora dopo di me e mi sono già letto un paio di quotidiani. Il punto è che lei dice che si è imbufalita per questo, mentre in realtà il motivo è un altro. Che non dipende da me ma da una sorta di faida-diatriba-affaire familiare, il suo, che ha degli aspetti curiosi che naturalmente preferisco tacere. E che hanno bisogno di essere stemperati attraverso di me.

Comunque, i piatti da lavare, il letto da rifare, i resti delle sue lezioni in salone e i miei libri e appunti ovunque. Oltre al fatto che addirittura se non ci pensa lei a cambiare il rotolo della carta igienica finita nel bagno numero 2 figuriamoci io. Per non parlare del frigo che trovo pieno e del fatto che non mi chiedo mai chi lo riempia e come. Insomma, cose capitali, capirete. Soprattutto se messe in relazione con le mie idiote attività, i miei scompensi attuali e il mio ombelico che inizia a necessitare attenzioni particolari non più rimandabili. Quisquilie da far combaciare con la normale routine.

Ma vaglielo a spiegare, a lei e al 95% delle persone sulla faccia della terra, che io mentre guardo fuori dalla finestra sto lavorando.

Ma insomma è vero, ha ragione lei: io a casa non faccio proprio un cazzo. Né voglio iniziare a farlo. Ci ha sempre pensato Irina da che vivo da solo e da che la ho portata in dote alla Carreras. Voglio che continui a pensarci lei e non io. A costo di dormire in letti disfatti, ammucchiare tazze in salone e avere il frigo vuoto dunque andare a cena fuori oppure ordinare pizza tutte le sere. Figurati se rinuncio a fare i cazzi miei per riempire una lavastoviglie, giammai. Figurati se mai una volta - una che sia una - io mi sia mai arrabbiato o abbia fatto anche solo una ipotesi di sarcasmo con la Carreras per un letto disfatto o un lavandino pieno. Mai. Non potrei: è lei l’artista di casa, e proprio uno come me può capire e comprendere. Oltre al fatto che, di tali cose, non me ne frega proprio un tubo.

Infatti, e torniamo a bomba, il motivo non è il fatto che io non faccio nulla in casa. Io non faccio nulla in casa da sempre e anche da quando un lustro addietro dentro casa viviamo vicini io e la Carreras. Dunque nulla cambia. Io sono sempre uguale a me stesso.

È il resto che cambia. Che non dipende da me, come detto, ma che subisco in parte anche io.

E se le togliessi la sete con il prosciutto e mi facessi trovare stasera a casa a spignattare invece di farmi trovare a studiare come da anni a questa parte, secondo voi, funzionerebbe? Oppure questa nuova faccia di me innescherebbe un processo dissolutivo irreversibile della coppia?

E non ci provate nemmeno a dire un po’ e un po’ : che si è mai vista una personalità a metà?

 

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