È caduto il governo Berlusconi.

Reggenza lampo, durata il tempo di nominare i cinquantaquattro ministri e fargli sostenere l’esame di sanità mentale – originariamente proposto dal Cavaliere per la Magistratura e quindi imposto da Veltroni a entrambe le Camere per aderire al governo delle larghe intese. È bastato questo per mandare all’aria il risultato della nauseabonda ultima campagna elettorale.
Al test psicoattitudinale ci sono state le prime defezioni, con risultati clinici che parlano di manie di protagonismo e persecuzione unitamente a preoccupazioni sul futuro della propria pensione parlamentare: il precariato alla Camera e al Senato ha mietuto insomma le prime vittime. Il 70% dei parlamentari è dunque entrato in confessionale ed è scoppiato in lacrime, come in una casa del grande fratello qualsiasi, fino ad auto nominarsi a vicenda, facendo scendere di fatto il quorum al di sotto della soglia minima.
Si torna dunque alle urne correndo veramente da soli, con la nuova legge approvata in fretta e furia: ci sarà un partito unico trasversale con premier unico (e trino) formato dalla trinità Berlusconi-Casini-Veltroni. La soglia di sbarramento per l’ingresso dei partiti minori è stata spostata al 51% alla Camera e all’80% al Senato, tanto per scongiurare eventuali sorprese.
Le Camere nate annacquate sono state quindi sciolte e centrifugate nel nuovo grande PDUDCDL e gli italiani si apprestano a dover digerire una nuova campagna elettorale. Della quale, almeno, non subiremo la Par Condicio: Rai Uno, Due e Tre confluiranno tutte in Rete 4 che rimarrà sull’analogico mentre Canale 5 e Italia 1 soppianteranno l’intera programmazione Sky sul satellite.
La 7 e Ferrara, invece, si fonderanno con Radio Maria e trasmetteranno nella Città del Vaticano.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 13/04/2008)

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