Meno tasse sulla Salaria

Altro che sui salari. Qui c’è bisogno di un repulisti generale per quelle povere ragazze che passano le notti all’addiaccio, alle porte di Roma, senza contributi, pensione, copertura sanitaria (e ce ne vorrebbe), cunei (fiscali, che altri invece ne hanno) né orario massimo di lavoro. Lavoro peraltro pieno di incidenti di vario genere e con la manna di Ferrara che vuol rendere illegale l’aborto.
Al grido di fuori i Rom da Roma, pertanto, gli esponenti di quell’altro lavoro usurante che è l’imboscamento negli uffici comunali, ovvero i politici in via ci riciclo e rottamazione che si contenderanno la carica di sindaco della città eterna, stanno affilando le armi per accaparrarsi l’ultimo parcheggio disponibile nella fascia blu.
Fuori i secondi pertanto, e dentro i terzi e i quarti: quelli che nella prossima legislatura sono in bilico tra le forche caudine della cappa bipartitica inciuciona del CaW e qualche sottosegretariato preludio all’uscita definitiva di scena, e onde evitare di finire nella raccolta differenziata dei rifiuti della prima e della seconda Repubblica si aggrappano come possono alle ultime poltrone e poltroncine disponibili.
Alemanno, visto che Fini si è cupio dissolvi nel Pdl, e Rutelli visto che la Margherita ha perso tutti i petali dentro al Pd, si contenderanno dunque lo scettro di Roma.
E Storace? Presente!
A tentare di fare l’ago della bilancia per spostare verso l’una o l’altra preferenza, non accorgendosi che pari pari come alle politiche, anche per le amministrative di Roma è bello e pronto un bel piano bipartisan, di larghe intese e mal-intese, di grande coalizione e alto senso civico che ha come comune denominatore il si salvi chi può e più in generale quel “tienime ca me tengo” di partenopea memoria.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 02/03/08)

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