Basta parlare

No, di Luxuria non parlo. Della rinascita di Rifondazione Comunista attraverso il percorso transessuale nemmeno. Così come non parlo del fatto che gli italiani abbiano preferito vedere l’Isola dei Famosi piuttosto che Porta a Porta, con tanto di intenti chirurgici estetici da parte di Bruno Vespa. 

Non parlo del Cucù di Berlusconi né degli stracci della Royal in Francia né di quelli che volano a casa nostra, nel più grande democrack de’ noantri tra Veltroni e D’Alema. 

Non parlo di Lilli Gruber che vuole fare le scarpe a Piroso né di Eluana che se ne è detto già troppo. Figuriamoci se parlo di Villari o di Pansa che smerda Curzi nella fossa o della Moratti che smerda Biagi nello stesso posto.

Non parlo della coda alla vaccinara di Di Carlo né del nuovo asse Sarkozy-Merkel che fa venire il voltastomaco solo a pensarci. 

Non parlo di Napolitano che si lancia contro Hamas e Teheran mentre Gramsci convertito si rivolta nella tomba. 

Non parlo del nonno fascista della Granbassi né del fioretto a distanza tra Travaglio e Facci e non parlo neanche del silenzio di Fini sulla omissione del Cavaliere pronto a varare il progetto del nuovo partito senza neanche invitarlo alla cerimonia.

Dunque, se non parlo di tutto questo, figuriamoci se parlo di Obama che continua a promettere la moltiplicazione dei pani e dei pesci senza avere neanche una triglia o un pagnotta in mano. Di Alitalia per carità, della Cgil pure e di Brunetta neanche sotto tortura.

Vorrei parlare di politica, di quella vera, invece.

Da dove comincio?

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 30/11/2008)

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