Rifiuti (tossici) del governo Prodi

Non poteva che essere mondezza a tonnellate a seppellire quello che resta del governo Prodi. Puoi provare a far finta di non vederla, a nasconderla sotto al tappeto, o dietro l’albero di natale. Puoi provare a smaltirla in tesoretti vari, a rigassificarla per sottrarla da una parte e reinserirla dall’altra, a scaricarla sul governo successivo e sulle generazioni future, ma quando i gabbiani (gli avvoltoi?) iniziano a girare nel salotto e a sostare sul lavello, non può che affrontarla. Oppure cambiare casa.
A Napoli, oltre che a colpi esplosi in aria, botti, razzi e materiale vecchio, i partenopei hanno buttato dalla finestra, oltre al 2007, anche la politica, finalmente.
Così, tra un cassonetto incendiato, un’Alitalia volatilizzata, il nuovo compromesso storico tra destra e sinistra stipulato da Veltroni e Berlusconi (e il cerino in mano - in mano? - resta sempre a Fini), l’unica cosa che può aiutare è il cuneo.
Ma non tanto un cuneo per sgomberare le strade dalla spazzatura a mo’ di spazzaneve, quanto il cuneo fiscale per scongiurare la crisi prossima ventura minacciata dalla sinistra.
Due punti alle aziende e tre ai lavoratori e il gioco è fatto. Niente più scioperi e crisi rimandata almeno di altri quindici giorni, che oggi, a pensarci bene, un accanimento terapeutico per tenere in vita il governo altre due settimane, non si nega più a nessuno.
Che tanto, sia quelle per le strade oppure quella in busta paga al netto delle ritenute, delle ritenute sulle ritenute, delle addizionali, cumulative, forfettarie e una tantum, sempre di mondezza si tratta.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 13/01/2008)

Iscriviti alla mia mailing list personale. (No spam, No Ads. Promesso)

* campi richiesti