Partito Democratico: chi offre di meno?

Dal vertice dell'Ulivo per stabilire la road map (mai termine poteva essere meno idoneo) sulla costituzione del Partito Democratico, è lecito aspettarsi dei risultati almeno paralleli al costante calo dei consensi (chi dice il 23%, chi addirittura il 21%).

Allora: si parla di Comitato promotore, presidenza del premier, promozione di un programma, lancio della campagna di adesioni e coordinamento.

Il tutto, naturalmente, senza la benché minima partecipazione né simbolica né pratica da parte dei potenziali elettori.

Ora, a parte il fatto che gli elettori del Centrosinistra - con sforzo di onestà intellettuale - lo dovrebbero ormai aver capito che questo di Prodi è forse il peggiore governo della storia di questa Repubblica (e ce ne voleva, considerati i precendenti...): governo di tasse e divieti, di confusione, di porte aperte alla immigrazione (perché non fanno un referendum per vedere come davvero la pensano gli italiani al riguardo?) di menzogne, di false promesse (...), di guerre al fianco degli atlantici (dopo le marcette della pace...), di servilismo a banche, burocrati e imprenditori fasulli eccetera eccetera eccetera....

a parte questo, dicevamo: chi è che oggi in buona fede può indicare un solo motivo che sia uno per poter asserire che la costituzione di questo Partito Democratico abbia qualche segno di discontinuità e di miglioramento rispetto a quel sistema che consente di stare in parlamento a persone che - tra maggioranza e opposizione - non rappresentano più gli interessi degli italiani?

E ancora: chi è che può indicare un motivo che sia uno per aderire a un contenitore vuoto del genere? 

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