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Vatti a fidare...

Partiamo da un presupposto che voglio ricordare a me per primo, come viatico (e calmiere) per quello che sto per scrivere: solo chi fa qualcosa può sbagliare.

Allora, arriva un ragazzo in redazione e si propone come tecnico audio. Perfetto, mi dico, un ragazzo che ha bisogno di lavoro e peraltro si propone per fare uno stage gratis. Dunque pieno di buona volontà. E siccome la buona volontà, a mio avviso va premiata, gli dico che non solo può fare lo stage, ma che addirittura voglio pagare il suo lavoro, ricordandomi di quando una quindicina di anni fa ero io dall'altra parte e facevo stage nelle redazioni dove non mi rimborsavano neanche il caffé, neanche quando andavo a comperarlo per quella redazione frustrata e insonnolita che mi trovavo di fronte.

Comunque. Arruolato e seguito per un mesetto - il ragazzo vuole imparare, è sveglio e molto motivato - si decide di provare a levargli il biberon di bocca, e di farlo camminare, per una cosetta facile facile... con le sue gambe.

Risultato: una playlist di due ore con nuovi brani inseriti e tutti - tutti - i bianchi relativi alla puntata della settimana precedente. Il tutto con un effetto radiofonico schizofrenico.

Ora: il lavoro di tecnico audio in radio non è difficile, è laborioso. Non richiede grandi doti intellettuali, richiede precisione.

Io di quella ho bisogno, di precisione. E di responsabilità.

Che famo? 

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