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L'Italia scopre il Rugby

Tipicamente italiano, non appena la Nazionale vince due partite al Sei Nazioni  - e dunque non appena inizia a muoversi anche il mercato economico intorno al rugby - i main stream media inziano a fare paginate su quanto è bello il rugby, quanto è leale, duro ma corretto eccetera eccetera eccetera.

Ora, ben venga, ma cerchiamo di non fare come i dipendenti degli uffici che in occasione dell'America's Cup si trovavano attorno alla macchinetta del caffé, dopo essersi svegliati alle 4 del mattino per seguire le regate di Luna Rossa, a discettare di "strambate, vele, chiglie, e ascolto dei venti"... quando non erano in grado nemmeno di governare un canotto sulla spiaggia di Fregene...

Radio 105 e La7 sono anni che giustamente seguono uno degli sport più entusiasmanti e soprattutto uno degli ambienti più belli e puri che possano esistere. A loro va il merito. E ai tifosi veri di questo sport.

Tra una Guinnes e l'altra - ora vedrò di postare qualche foto e un audio particolare registrato da me medesimo al Flaminio - non vedo l'ora che arrivi sabato: c'è l'Irlanda a Roma, e soprattutto gli irlandesi proprio nel giorno di San Patrizio. Roba da non dormirci la notte.

E speriamo che non rovinino anche il rugby. 

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