Outing: l'assenza necessaria

No, non sono gay, anche se ora va di moda fare outing del genere per cercare di avere successo. 

Molto semplicemente. Molto più complessamente: il "sistema" - me - ha avuto bisogno di un reboot.

Negli ultimi due anni sono successe troppe cose, troppo insieme, per un eterno adolescente quale ero stato fino a quel momento. Insomma sei sette sberle forti - inferte e auto-inferte - da farmi girare come un "calci in culo" su me stesso prima di lasciarmi tramortito per qualche mese.

Ho dovuto epurare definitivamente una storia maledetta con una bellissima incapace puttana che mi portavo dietro come una maledizione dal tempo della scuola. Ho subito un lutto molto grave, direi "il" lutto per eccellenza cui sono condannati tutti i figli. Ho mandato affanculo un progetto editoriale - direttore incluso - che mentre dichiarava di votarsi alla onestà intellettuale si prostituiva per un finanziamento da Bar dello Sport con bonus una cassa di chinotto. Come tutti i direttori frustrati che si rispettino, il tizio che dirigeva la baracca (corte inclusa) non ha perso occasione per diramare comunicati al vetriolo, sussurrati nelle telefonate intercettate, nei salotti di quart'ordine di scellerate puttanelle in odore di segretariati, di redattori alle dipendenze di editori e Cda e purtroppo, anche negli studi di qualche ottimo professionista che avevo avuto modo di conoscere nell'ambiente. Mai, dico mai, direttamente con il sottoscritto. E non è un caso.

Troppo forte l'astio nei confronti di chi opera scelta di libertà da parte di chi passa una vita imbrigliato. 

Fortuna che dove c'è ciò che ferisce cresce anche ciò che guarisce. Fortuna di aver avuto persone nobili intorno. E fortuna e cura della solitudine e di una stella vera e buona - Masha - a illuminare le mie notti più infeconde, ebbene a un certo punto, l'orgasmo della vita è tornato forte come non mai.

L'assenza da queste pagine è stata corrisposta da grande presenza a me. Ed è il caso necessariamente di evitare ancora questa dicotomia sterile tornando a frequentare questo foglio bianco di dialogo con voi, voi duecento differenti che malgrado l'assenza, leggo dai dati del blog, avete continuato a frequentare questa steppa.

Nel frattempo ho preso parte all'esperienza di Movimento Zero (poi sospeso) come presidente del Gruppo di Roma, fondato una Casa Editrice, una WebRadio e un Giornale On-line, conosciuto moltitudini di persone, ricevuto delusione dai due terzi di loro, ma creato un gruppo solido - una comunità? - di vino e lavoro, di post e adolescenza, di isterie e affetti che fanno parte di quella parte migliore degli ultimi due anni.

Ora si cambia casa. Fisicamente e psicologicamente. Cambiano gli studi di RaZ. Tornano le letture notturne.

E torno a credere, malgrado tutto, che forse un giorno riprenderò in mano quel romanzo lasciato a metà. 

 

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