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I Miracoli: ma chi me l'ha fatto fare?

A cercare di miracolare il prossimo?

Cioè, quale radioso manager della rivoluzione prossima ventura, io oggi lavoro. Alla mia azienda, intendo. E mentre gli altri - sempre della mia azienda - stanno a casa. Ora, qui non si tratta tanto di capire come e cosa, quanto: perché?

Mi spiego: all’inizio fu “faccio tutto per voi perché io un lavoro lo ho, ergo appena la cosa funziona i primi soldi li giro a voi, che io i ggggiovani li voglio aiutare davvero”.

Oggi invece, oltre a essere andata esattamente così, c’è qualche inevitabile riflessione in più. Riflessione che ruota soprattutto intorno a un concetto. Questo: ma chi me lo fa fare a scappare da un ufficio all’altro per sanare le falle, essere attento e responsabile di tutto, quando neanche una telefonata di appoggio esterno mi viene fatta?

La risposta ruota attorno a un dilemma più grande, che cercherò di risolvere nei prossimi giorni davanti al caminetto acceso. Per ora, sic!, scappo di là, che la WebRadio pare essersi spenta e certamente, oltre me, dei miei non se ne è accorto nessuno, come se (come se…) non gliene importasse un kaiser. Solo che io corro a ripristinare il tutto, a farlo funzionare, con la responsabilità di dover pagare gli stipendi a fine mese. E vabbé.

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