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#103, capodanno, neve, commozione

Immagini sparse da quella notte che non è mai una notte come tutte le altre.

La Neve, il freddo. I boschi tetri della Polonia a un passo da Auschwitz.

Dietro le quinte di un teatro stracolmo ascolto ad occhi chiusi il Soprano e mi commuovo mentre interpreta Violetta.

Kebab scalcinato alle 2. Poi a nanna, mi chiedo quando è stata l'ultima volta che sono stato veramente felice.

Torna il mio sogno ricorrente, e siamo a #103. E come ogni volta non è una notte tranquilla. Poi però sorge quello che potremmo definire come un diafano sole.

E inizia un nuovo giorno.

E inizia un nuovo anno.

 

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