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32, senza vie di mezzo

L'adolescenza perenne è finita tre anni addietro. Da allora, inizio a essere stanco, talvolta. È la ricerca di senso - di un vero senso - che stanca. Non il lavoro per portarlo a compimento. "Allora cosa cerchi a fare?" mi dicono. "Va avanti e basta, un senso ci sarà".

Sì, va bene. Ma un conto è endare avanti a naso, in una direzione supposta, teorica, imposta. Un altro è andare verso una direzione precisa. Quando c'è l'obiettivo agli ostacoli si passa sopra senza farci caso. Quando lo si perde, invece, ogni ostacolo è un insormontabile impiccio senza alcun senso.

Ogni tanto ho l'impressione di deviare. E non riesco ancora a mettere a fuoco per bene se la vera trasgressione è quella della deviazione oppure del ritorno sulla via che si "sente" dentro sé. Parrebbe il primo caso, a prima vista. M'interroga il secondo, invece. Deve essere il secondo, per forza. Ma si avrà forza coraggio e coglioni tanto da trasgredire? 

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