Napolitano: merito e metodo

Nulla in contrario nel merito, nulla in contrario nella persona di Giorgio Napolitano a Presidente della Repubblica (ovviamente nulla in contrario nel fatto che sia un esponente dell'ex PCI, anche se invece, tutti gli ex PCI esultano oggi proprio per questo: che tristezza).

Tutto il male possibile, invece, nel metodo:

la famosa “serietà” che Prodi pronunciava con toni cabarettistici e tragicomici in campagna elettorale si è trasformata nella peggiore delle suddivisioni delle poltrone in preciso e aberrante sistema da Prima Repubblica. In questo senso, gli italiani che lo hanno votato – magari sperando in quella “serietà” tanto declamata – si possono considerare presi per il culo.

Bertinotti alla Camera e Marini al Senato già erano campanelli di allarme in tal senso – anzi di più: erano conferme per tutti quelli che sentivano odore di bruciato.

La proposta di Napolitano come candidato unico del Centrosinistra per la Presidenza della Repubblica – intendendo: o così o nulla – è la ulteriore e definitiva conferma di un uomo – Prodi – che al di là delle parole spese bugiardamente per unificare il paese, ha inteso e intende ricalcare unicamente un sistema che, in tema di “dittatura della maggioranza”, non ha nulla da invidiare a quello messo in atto dal precedente governo Berlusconi.

Come ci siamo sforzati di dire spesso: le classiche due facce della stessa medaglia corrotta, putrida, idiota e ipocrita di tutto il sistema della politica italiana.

L’elezione di Napolitano con un pugno di voti in più rispetto alla maggioranza, ovvero contro il più importante principio della Costituzione Italiana che prevede l’elezione grazie ai due terzi dei votanti, è pertanto una aberrante conferma di quanto detto.

Pollice verso, nei riguardi del metodo, anche nella scelta di aver voluto proporre un uomo di 81 anni.

La questione generazionale diventa ancora di più una questione politica. E di questo dovrebbero tenerne conto gli elettori tutti, e in particolare modo i giovani che, da ambo le parti, stanno tentando di far emergere le loro necessità di rappresentanza e partecipazione politica. Ne dovrebbero tenere conto soprattutto quei giovani che, per questo particolare, stanno tentando di far nascere un movimento credendo di prendere – erroneamente – come riferimento proprio quei partiti e quegli esponenti politici che si dovrebbe cercare di abbattere con tutte le proprie forze.

È cambiato il governo ma non il metodo né il merito che ci ha condotto in questa situazione disastrosa e che – visti i fatti – continuerà nella stessa sbagliata direzione.

Pollice verso nei confronti di chi critica queste scelte essendo di Centrodestra e schierato con una coalizione che a suo tempo ha fatto lo stesso scempio.
E pollice ancora più verso nei confronti di chi, sostenitore del Centrosinistra, non si rende conto che, votando tali personaggi e oggi esultando per Napolitano, non fa altro che avere fatto una scelta di continuità.


Continuità dell’errore, dell’ipocrisia, e del peggio della politica italiana.

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