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Fini gioca la tripla

Il discorso di Gianfranco Fini all’assemblea di Alleanza Nazionale è stato straordinario per chiarezza espositiva, comunicazione d’intenti, efficacia del risultato ottenuto e perizia taumaturgica.
Tra l’arringa di apertura e quella di chiusura, gli “statisti” di An si sono succeduti a tamburo di domande e domande di riserva, ma alla fine, il leader, ha fatto l’argomento a piacere ribadendo quanto detto in precedenza e fatto intendere con i numerosi atti di apostasia degli anni recenti.
A Fini non interessa nulla di prendere due punti in più di percentuale facendo uno sgambetto alla politica ultraliberista della Cdl, e le metastasi correntizie non lo riguardano. Il problema principale è il foruncolo che gli prude da quando Almirante lo impose come leader del Fronte della Gioventù: lui vuole essere il primo della classe a ogni costo.
La linea diritta è tracciata – sebbene suscettibile di deviazioni, ingorghi, conversioni a U, uscite a caselli secondari e itinerari turistici a scopo sessuale – e l’obiettivo è certo: succedere a Berlusconi sbianchettando il suo nome dal programma di Forza Italia e sostituendolo con il proprio. Chi c’è, c’è: alle Politiche 2006 si prova a far saltare il banco. Chi non c’è se ne può anche andare.
E infatti, pochi temerari il 2 luglio hanno iniziato a defluire dall’aula.
Solo che all’uscita dell’assemblea erano presenti delle hostess messe a disposizione dal Ministro della Salute Storace per distribuire analgesici e funghetti allucinogeni ai deputati di An onde modificare la percezione della realtà appena vissuta (tranne che per La Russa, che ne ha di suo, e che per distrarsi ha ricominciato a giocare a soldatini con Colonnelli, Maggiori, Sergenti e truppa) e tanto per far intendere che anche la legge sulla droga è ormai un retaggio ottocentesco adatto al massimo a tamponare l’utilizzo dell’assenzio.
Così, tra un braccio fasciato, una bastonata ricevuta e una data da Buontempo, l’afonia di Alemanno per il quale non sarebbe bastata neanche una giornata intera per esprimere in maniera più chiara quello che di fatto non ha avuto il coraggio di dire in mezz’ora, la comitiva si è sciolta per ritrovarsi al gay-pride della maggioranza a Motecitorio, appunto per poter effettuare una fecondazione eterologa di procreazione assistita per il tumore che scoppierà alla prossima tornata elettorale.
Fini insomma ha imposto la tripla, ma lungi dal raggiungere il 13 complessivo (inteso come percentuali di preferenze di An), a malapena, così facendo, si raggiungeranno i valori del vecchio Msi. Con una differenza, anzi due: la prima è che a raggiungere quella somma concorreranno i nuovi fecondati orfani di valori e ideali, mentre altri si rinchiuderanno in una nuova assemblea costituente della rivivificata Rsi; la seconda è che i duri e puri che rimarranno in An, è vero che non si spezzeranno, ma si dovranno piegare, e tanto, costretti a raggiungere le poltrone del Parlamento in ginocchio come al Monte di Pietà.

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