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Politici impotenti

Abbiamo finalmente capito perché Gianfranco Fini e compagnia copulando cantando hanno deciso seriamente di appoggiare la fecondazione eterologa: hanno scoperto di essere impotenti.
Amplessi su amplessi, delibere, cambi di talamo, travestimenti da batman, bandane sul capo, trasgressioni transatlantiche, immersioni e scalate di monti per stimolare gli spermatozoi non hanno prodotto nulla: ogni tentativo di fecondare una legge che sia una, un proposta vera o una riforma che riformi davvero, ha fallito miseramente.
Le analisi lo hanno confermato: i partiti della maggioranza hanno le regionali ai minimi storici, un tasso di disaffezione altissimo, gli anticorpi correntizi ridotti al lumicino, il pil fortemente compromesso e le poltrone in drastico calo. E non possono ricevere neanche donazioni spontanee perché con tutto il sangue versato dagli italiani, chi ne ha ancora un po’ nelle vene se lo tiene stretto.
E a nulla è servito mettere Storace al Ministero della Salute, con Sabbatani Schiuma in sciopero della fame e messo fuori gioco per un malore non è stato possibile neanche manipolare i risultati e D’Alema del resto è già qualche anno che ha smesso di sbianchettare. Dunque il responso non è potuto rimanere nascosto: sterilità.
Peraltro l’età incombe, e i nostri hanno dovuto cominciare a sblusare la pancia con nonchalance.
Insomma, non vi è alternativa per la continuazione della stirpe e l’oligarchia non può riprodursi se non attraverso l’aiuto della fecondazione eterologa. Del resto le italiane hanno iniziato a spazientirsi e non tarderanno a cedere al fascino da camionista dei vari D’Erme e Casarin di turno. Le più snob, come la Sgrena e la Gagliardi, cercheranno di circuire il Fausto nazionale, che feconda solo con le Church ai piedi, ma almeno non sbaglia un colpo.
Di qua abbiamo la ducessa, che fortunatamente sforna figli nazionali per la patria a ritmo di una mamma da guerra, ma non basta. La pressione dell’Islam e gli sbarchi di clandestini aumentano alle porte dell’Italia a ritmo frenetico.
Urge aumentare la produttività, lo dice sempre anche Berlusconi: produrre, produrre produrre, e consumare consumare consumare, economia e figli (che poi è la stessa cosa). Ma “il cazzo non vuole pensieri”, e dunque, in crisi da prestazione, meglio un figlio di eterologa che un figlio di N.N.

Pubblicato su Veleno, inserto di satira del quotidiano Linea sul numero dell'12/06/2005

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