Re: Re: Sulle collaborazioni (2)

Alessandro buongiorno e scusami per il ritardo,
veniamo subito al punto (che ci prenderà del resto non poco tempo). Dunque: tu vuoi collaborare con le "nostre" riviste.
La cosa non è difficile, anzi, chiariamo subito: se lo credi, posso parlare al più presto con il direttore Fabio Torriero e magari metterti in contatto con lui (ti parlo di Torriero perché le riviste per le quali collaboro io - nel tema di questo caso - sono La Destra in edizione Trimestrale e Mensile).
Ripeto, collaborare non è difficile. Avere una opportunità, soprattutto in alcuni ambienti "di Destra", non è poi così difficile.
Il punto è un altro, semmai: quale è la destra cui vorresti collaborare?
Mi hai citato, nella tua email, alcuni autori: molti riconducibili a un pensiero unificabile e, diciamo, piuttosto chiaro, altri invece in assoluta contrapposizione tra loro (sebbene appartenenti e/o provenienti allo stesso humus).
La domanda è pertinente se ci pensi bene, per un motivo piuttosto semplice: le riviste che tu definisci "di destra" (tranne alcune che vedremo, se vuoi) si riconducono politicamente, filosoficamente, economicamente, ad alcuni ambienti o "filoni" riconducibili essi stessi alla destra. E qui è l'inghippo (doppio, triplo, quadruplo): se tu vuoi collaborare per portare avanti il lodevole obiettivo che mi hai scritto, ebbene, allo stato attuale, nessuna di queste riviste può permettertelo.

L'unica (infatti) che può portare avanti un progetto nuovo, senza essere vincolata in nessun modo a nessuno e a nessuna corrente, è proprio quella di Tarchi (che infatti non si definisce di destra da venti anni). In due parole, devi scegliere, almeno per ora: se vuoi la libertà di esprimerti seguendo un percorso deontologico relativo al progetto, ebbene non devi "dipendere" da nessuno, né in via editoriale, né economica, né ideologica.

Se invece pensi di poter scrivere in assoluta libertà e di essere pubblicato su delle testate che "libere" del tutto non lo sono affatto, mi spiace deluderti ma faccio questo  lavoro da dieci anni, ebbene non ci sono strade.

Con il tempo (facendo i conti con le mie idee, la mia morale e l'etica) mi sono convinto di alcune cose, ma in modo assoluto: i grandi media (e anche quelli non grandi) non potranno mai - ripeto: mai - pubblicare, diffondere, dare spazio a qualsiasi idea che non sia strutturale e necessaria al sistema in cui si trovano a vivere. In altre parole, devi scegliere e, a mio avviso, hai (abbiamo tutti) tre strade: 1) uniformarti al sistema (e allora, rinunciare di fatto alle tue idee, quando non peggio...) e nel caso potresti trovare qualche collaborazione e con molta fortuna e capacità anche un vero e proprio impiego; 2) salvarti in calcio d'angolo, ossia occuparti e scrivere di cose che non diano "fastidio" ad alcuno (non so: arte, società, costume...); 3) fare il ribelle, andare contro questo sistema, poter essere un uomo libero (occhio che sul "libero" torneremo a breve) e accettare di lavorare, impegnarti, scrivere e spenderti in ambienti che, allo stato attuale delle cose, sono molto piccoli, con scarse o nulle possibilità economiche ed effetti - sebbene di grandissima soddisfazione personale.

Mi spiace essere crudo ma preferisco essere diretto piuttosto che darti false illusioni.

Sul concetto di "libero", come dicevo, vorrei chiarirti cosa intendo, e lo faccio spiegandoti proprio la mia esperienza personale: per poter scrivere ciò che voglio, seguire le strade che ritengo opportune (parlo della materia specifica) e non dover subire condizionamenti (editoriali, filosofici, politici o, peggio, economici che siano) mi guadagno da vivere con un altro lavoro che mi dà denaro per... poter essere libero da non dover andarne a cercare altro in altri posti - soprattutto in ambiente editoriale, ecco il punto - dunque senza dover subire censure, "suggerimenti", tagli, imposizioni o posizioni obbligate se, dalle mie collaborazioni, volessi trarne anche vantaggio economico.

Chiaro il punto?

Ti dico questo perché, se ho capito bene da cosa leggi e da cosa scrivi, nessuna delle testate in giro (se ne vedi qualcuna citamela pure, così ne parliamo) può ospitare un pensiero "diverso" come quello che stai evolvendo tu. Che a me affascina molto.

Insomma fammi sapere, se vuoi essere libero (e se puoi permettertelo) ci sono diverse cose che si possono fare. Anche insieme.

ciao,
Valerio Lo Monaco

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