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Le seghe di Rutelli

In politica vince sempre chi fa di meno, chi è sempre un passo indietro facendo credere di andare oltre, chi scavalca a destra o a sinistra sempre un metro in meno rispetto al passo doppio all'indietro. Una coalizione litiga? Allora vince se l'altra litiga di più. Un'altra si unisce? Il sodalizio funziona solo se l'altro fa credere di unirsi di più. Qualcuno propone una riforma? Allora andrà al governo solo se l'avversario tenterà inutilmente di farla per davvero.
E, come sempre, è la sinistra finto-progressista a stare sempre oltre. Berlusconi non ha fatto in tempo a cercare di realizzare il Partito Unico che l'Unione già sta disgregandosi sotto alle seghe di Rutelli, che una sega qua, una pugnetta di là, un raspone di sotto e uno di sopra sta eliminando uno a uno tutti i rami dell'Ulivo. L'ultimo ramo che sta tagliando è però quello su cui è seduto.
Prodi sta cercando di metterci una pezza, cioè una rete di salvataggio, ma Fassino non ne vuole sentire parlare. Mentre Bertinotti si riavvicina a Nunzio d'Erme Berlusconi corre ai ripari cercando di ricucire con la Mussolini.
L'Unione insomma si sta sfaldando un attimo dopo aver stravinto le Regionali, mentre il PPE costituendo di Centrodestra sta virando più modestamente verso il PPI, cioè il Partito Proporzionale Italiano.
Del resto, se Rutelli dovesse prendere più forza tornerebbe di certo il vento proporzionalista (cosa che a Berlusconi non dispiacerebbe affatto, soprattutto in virtù del suo make-up che non tiene ormai più di tanto).
Così è il Centro, da una parte e dall'altra, a fare sempre meno, tanto da rimanere immobile sulle ataviche posizioni. L'Unione corre verso sinistra e il Partito Unico verso destra? Bene, l'antico adagio non cambia: fare meno sempre meno, anzi rimanere fermi, immobili, al Centro dell'incrocio. Tanto, come Totò e Peppino in Piazza del Duomo a Milano, chi vuole vincere le elezioni è proprio di qua che deve passare e fermarsi: al Centro.
Così, in una eterna rincorsa con soste per pugnette locali, a fare le spese dell'onanismo più sterile della politica italiana saranno Fassino da una parte e Fini dall'altra: stritolati dalla scelta di schierarsi seriamente con i Poli Omosessuali oppure mirare al mito dell'Androgino centrista, rimarranno passivi, nel mezzo…


Pubblicato su Veleno, inserto di satira del quotidiano Linea sul numero dell'22/5/2005

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