Re: quale partito è il mio?

Steppenwolf,
io sono antidemocratico meritocratico, cattolico rivoluzionario, nazionalista antirazzista, pacifista neutrale "da confini chiusi", a favore del capitalismo che non consente la concentrazione dei capitali, anti-sistema bancario ma a favore del sistema del risparmio, globalizzante ma non globalizzato. Ora dimmi...che partito è il mio?
Giuseppe Carlotti

Dunque,
direi che è abbastanza semplice: il tuo partito non esiste. Non solo in Italia, ma neanche in Europa. E tanto meno nell’Oriente Comunista-capitalista o nell’Occidente estremo Liberal-Capitalista.
Però sei fortunato, perché se non esiste il partito per te, esiste invece, eccome, il pensiero metapolitico che ti si addice in pieno, e dal quale potresti elaborare alcune tue convinzioni “perdonabilmente” superficiali.
Metapolitico proprio perché è un pensiero che non ha riscontri nella politica attuale ma, non per questo, è escluso che possa averne in un futuro non tanto lontano.

Adesso ti ci faccio arrivare. Seguimi.

Tu certamente non sei di Sinistra (né politicamente e tanto meno metapoliticamente se inteso con la massima espressione di Sinistra che si è avuta fino a ora nella storia).
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Tu certamente non sei globalizzato e multinazionalista, ma conosci le tue radici e ti rode anche, e troppo, che siano date in pasto, stravolte, vilipese e snaturate dalla lobby capitalistica e da quella religiosa islamista.
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Tu certamente non sei nel “Centro omosessuale” di quella che in Italia si chiama Democrazia Cristiana. Diciamo che hai ben capito che nel mondo c’è bisogno di valori, di senso del sacro, del trascendente e dell’ulteriore oltre agli aspetti materiali. Diciamo che senti il bisogno di una “religione” aconfessionale, discendente dalla cultura cristiana nella quale sei nato ma decisamente distaccata dalla Chiesa. Vogliamo chiamarla Etica?
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Tu sei antirazzista nel senso che non fai discriminazioni ma ci tieni, e molto, ad affermare le differenze (al di là di chi è meglio e di chi è peggio). Oltre che sapere chi sei – in quanto diverso dall’altro – ti serve anche per comprendere e capire l’altro per potertici, eventualmente, rapportare.
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Tu sei un pacifista e non un “pacifinto” sinistrorso (demagogico, utopico inconcludente) e tanto meno un “pacificatore” destrorso (utilitarista, ipocrita, imperialista).
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Tu sei antidemocratico non nel senso di anarchico, ma nel senso Platonico e, soprattutto, hai ben chiaro che la democrazia che ci viene imposta attualmente (dispotica, mediatica, lobotomizzante e chiusa) non è una vera democrazia ma una dittatura subdola.
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Tu sei a favore della produttività e della globalità nel senso della produzione e della distribuzione di ricchezza e dello scambio delle conoscenze (della medicina, della cultura, della scienza, della tecnica… delle possibilità) ma non ritieni che capitalismo e globalismo siano gli altari a cui immolare una esistenza intera e, tanto meno, delle forme da mettere in atto distruggendo contemporaneamente altre culture, popoli, civiltà, valori.
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Gioco. Partita. Incontro.

Signori, abbiamo davanti uno degli esempi incoscienti (nel senso che ancora non ne è conscio) di eroe post-moderno. Una di quelle menti che ha capito che la modernità è finita (o sta per farlo implodendo su sé stessa) e che la via per proseguire il cammino è la post-modernità, ossia di chi attraversa la modernità senza rinnegarla ma la corregge in senso più umano, etico, morale.
I tuoi padri, ti piaccia o meno, sono Nietzsche, Schmitt, Heidegger, e la tua Casa spirituale, metapolitica e idealistica, è la Novelle Droite di Alain de Benoist in Francia diffusa da Marco Tarchi in Italia (Diorama).

A queste elezioni, secondo me, avresti avuto due scelte: annullare la scheda oppure votare Alessandra Mussolini (unica anti-sistema di Destra) per far capire al Centro-Destra che è una merda senza far salire le percentuali di voto a Sinistra. Con il contributo del tuo voto avrebbe vinto il Centro-Sinistra, per manifesta inferiorità del Centro-Destra, e forse avresti sollecitato una riflessione interna alla Cdl per correggerne la politica in prossimità delle elezioni del 2006.
A quel punto, siccome comunque il Centro-Destra non avrebbe fatto alcuna riflessione per manifesta incapacità culturale oltre che assenza di volontà di cambiare rotta rispetto alla deriva turbo-capitalistica dell’Occidente, avresti potuto iniziare ad alzare il culo dalla sedia per diffondere le idee della Novelle Droite, che è il tuo pensiero metapolitico (andando contro i media che non ne vogliono la diffusione, contro il menefreghismo nichilista di chi non si vuole sforzare di ragionare, contro le idee preconcette…) e, forse, avresti potuto contribuire alla nascita di quel partito politico che rispecchia le tue idee.
Tutto questo avresti potuto, potresti, se capissi che a 30 anni non è ancora il caso di tirare i remi in barca per navigare nella merda in cui ci hanno fatto nascere semplicemente continuando a vomitare merda ma che, invece, si è nella età adatta per tentare una rivoluzione senza farla abortire come quella del ‘68.

La Novelle Droite è nata proprio quell’anno.

Ti abbraccio ancora di più, mi dai enormi soddisfazioni continuamente,
tuo,
Valerio

Ps (Diaco ha scritto il libro “Nel 2006 vinco io”, sarà il caso di scriverne uno “nel 2011 vinciamo noi”?)

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