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A.A.A. Fronte Umanistico cercasi

Il partito del Papa è un partito di ritorno. Ritorno a un “senso” delle cose. Ma il dato più interessante non è nella religione in sé, quanto piuttosto il fatto che si senta il bisogno di ritornare alla religione per trovare motivazioni “ulteriori” rispetto a quelle anemiche proposte dall’etica attuale.
Eppure è necessario scindere il fenomeno in due considerazioni: da un lato l’aspetto politico e dall’altro quello personale.
Se nel primo caso si assiste a una sorta d’immobilità dannosa, da parte delle forze laiche della politica, nei casi in cui si deve tornare alle urne per intercettare i voti dei cattolici, nel secondo si tratta invece di registrare un ritorno a un aspetto meno materiale della vita, fenomeno ovviamente positivo.
Il primo è un fatto materiale, il secondo è un fatto d’anima. E anche se nel primo caso possiamo declinare l’aspetto nelle più becere espressioni utilitaristiche, affaristiche ed elettorali e il secondo nelle più naturali, intime e comprensibili necessità dell’uomo, il discorso va affrontato indissolubilmente introducendo un terzo fattore, ossia il fattore del sacro.
Perché se la politica è un fatto pubblico trasversale con cui tutti, volenti o meno, si debbono rapportare e se la religione è un fatto privato che tende in verticale verso la rassicurazione “del dopo”, l’aspetto morale, etico e sacro è invece un fatto che trascende e che però riguarda allo stesso tempo la vita terrena e intima della comunità.
Il ritorno alla religione è una risposta (inadeguata) alla perdita del sacro e al bisogno di valori che la sola etica imperante - votata all’economia - nel mondo occidentale non riesce più a soddisfare. Il fondamentalismo laicista è la faccia brutta della medaglia della riflessione scevra da aspetti spirituali, poiché non tende alla verità ma alla soddisfazione di criteri che molto spesso, oltre a non essere né religiosi e tanto meno sacri, sono di natura meramente materiale.
In Occidente si somma poi alla paura dell’invasione della religione islamica con cui ad esempio gli Stati Uniti rispondono, oltre che con le bombe (e per altri motivi), anche con la diffusione utilitaristica della rivoluzione cristiana, sebbene da tipici caratteri pop e pulp.
Ma il motivo principale risiede nella perdita dei valori. L’economia e il materialismo non bastano a soddisfare le necessità umane. Tanto meno le regole imposte sono sufficienti a indurre il cittadino a rispettarle.
Le visioni differenti di Hobbes e Goebbels sull’indirizzo della politica si devono necessariamente rispolverare e compenetrare. Un cittadino ha bisogno di regole da rispettare per verificare una pacifica convivenza, ma allo stesso tempo ha bisogno di un motivo morale che lo induca a rispettare le regole stesse oltre che la coercizione nel loro rispetto.
Se le grandi battaglie morali si risolvono al solo asservimento dell’etica economica, alla lunga, il cittadino (che peraltro dall’economia è sempre più emarginato) non trova nulla per cui combattere con una convinzione necessaria ma, soprattutto, non trova alcuna motivazione ulteriore o una guida per poter scegliere un tipo di conduzione oppure un’altra.
C’è bisogno di un’indicazione di carattere spirituale e morale dunque, dove labile è il confine con la religione. Serve dunque, laicamente, una sorta di religione – non confessionale – che possa lasciar trovare un filo rosso di continuità affrontando le sfide e le scelte nella confusione della post-modernità.
In mancanza di una profonda riflessione etica e morale del pensiero, è naturale che ci si rivolga all’impalcatura ideologica della religione.
Al Partito del Papa è necessario aggiungere il Partito del Pensiero. Ai teo-conservatori, agli “atei devoti” che ricominciano a interrogarsi sulle necessità dell’uomo attuale al di fuori di quelle di natura prettamente economica, deve necessariamente guardare il cittadino che voglia riscoprire delle linee guida per vivere e scegliere secondo morale ed etica.
E la politica stessa, per affrancarsi dalle necessità elettorali – di fatto imposte dai partiti con una forte contaminazione religiosa - potrà in seguito cercare consensi in modo anche trasversale in correnti di pensiero nuove e da troppo tempo escluse dalla politica: quelle della filosofia.

Pubblicato su La Destra Mensile di aprile 2005

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