Vicepremier del Vaticano

Adesso che la Chiesa non è più sedevancantista, l’Unto del Signore può sfoltire la sua agenda d’impegni e dedicarsi esclusivamente ai fattori laici della guida del Paese, ossia al Governo.
Il suo vicepremier in Vaticano, Joseph Ratzinger, ha assunto quasi tutti i poteri e Berlusconi si è potuto quindi prendere la sua parte di attenzioni facendo, a bocce cardinalizie e mediatiche ferme, quanto avrebbe dovuto già giorni fa: dare le dimissioni.
Il primo rimpasto di governo, il primo giro di poltrone, il Presidente del Consiglio lo ha iniziato dunque facendo eleggere uno dei rappresentanti più alti della Dottrina Sociale della Chiesa, sortendo l’effetto calmierante sulle pretese di Follini, Casini, e compagnia democristiana cantando.
Adesso, con la nuova autorevole benedizione, Berlusconi può dunque risorgere come un tempio, in appena tre giorni di consultazioni da Ciampi, e quindi andare a far toccare la calvizie rivificata proprio a San Tommaso Prodi, che non crederà comunque ai suoi occhi.

Pubblicato su Veleno - inserto del quotidiano Linea - del 24/04/2005

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