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Persino Visco lancia l’allarme sul Bail-In

Persino Visco lancia l’allarme sul Bail-In

Di tutte le cose dette da Ignazio Visco, il governatore della Banca d’Italia, nella pseudo intervista di Domenica sera da Fabio Fazio, ce ne è una, probabilmente quella meno colta dal pubblico televisivo, che in realtà vale la pena di sottolineare. Essa riguarda, di fatto, la nuova norma del Bail-In che entrerà in vigore dal primo gennaio del prossimo anno.

Sorvoliamo su tutto il resto (qui, comunque, un rapido riepilogo) tranne che su un punto che rappresenta la più perfetta sintesi della ipocrisia stessa del gioco delle varie parti. In merito al caso di Banca Etruria e del ruolo non svolto proprio da Banca d’Italia e Consob sul quale si puntano giustamente i riflettori, Visco si è limitato a dire che sì, la situazione era nota, ma solo in parte, tanto da non creare grossa preoccupazione. Visco ha dichiarato, in tal senso, che la Banca d’Italia non è intervenuta a suo tempo perché «purché avendo (Banca Etruria, N.d.R) una situazione che si iniziava a conoscere (…) non si pensava che essa fosse deteriorata sino a quel punto». Insomma, a Via Nazionale si erano accorti che le cose non stavano andando proprio bene, ma non avevano capito sino a tal punto. In pratica una auto-dichiarazione di incompetenza e incapacità (se non altro). 

Ciò naturalmente non gli ha impedito, subito dopo, di dichiarare che «i risparmi degli italiani sono al sicuro». Il che è un perfetto controsenso: Banca d’Italia non riesce a capire per tempo una situazione tanto disastrosa come quella di Banca Etruria ma allo stesso tempo tranquillizza gli italiani in merito al fatto che nel complesso, nelle altre Banche, la situazione è sicura

Lasciamo al lettore, a questo punto, la piena discrezionalità nel credere o meno alle parole di Visco.

Un aiuto in tal senso però forse può arrivare dall’altro tema, cui accennavamo prima, e che è invece più interessante, in quanto indicativo, da mettere a fuoco.

Dunque, in merito al Bail-In, pur non nominato direttamente, Visco ha sollevato qualche perplessità. Almeno due. La prima: si tratta di una norma recepita dal Governo italiano in fretta e furia senza che se ne siano capite bene a fondo le implicazioni che comporta. La seconda: si tratta di una norma che ha valore retroattivo.

Cerchiamo di capire. Intanto, in merito al primo punto, la cosa è molto chiara per chi abbia la capacità di leggere tra le righe. In quanto di portata epocale, essendo stata varata a tempi da record, ed essendo stata recepita anche in Italia senza una minima discussione parlamentare (e figuriamoci pubblica…) è una operazione molto rischiosa. Perché, si suppone, non sono stati fatti degli studi approfonditi su cosa potrebbe accadere in caso di una sua applicazione massiccia, cioè nei casi di tante Banche sull’orlo del fallimento. Come dire: cosa realmente succederà, in caso di applicazione su larga scala, nessuno lo ha ancora (ufficialmente) studiato e spiegato.

In merito al secondo punto si solleva un’altra questioncina non da poco: il Bail-In varia, di fatto, tutti gli accordi e le norme precedentemente in vigore tra Banche e clienti. E lo va a fare in modo unilaterale: la cosa comporta un cambiamento enorme proprio di rapporti (e di rischi) tra Banca e correntista - laddove tra Banca e azionista e obbligazionista le cose invece si spostano solo leggermente. Ma è proprio nel rapporto con i correntisti che si annida il velato allarme di Visco (il quale così un giorno potrà rammentare di “averlo detto”). Il correntista diventa, per decisione unilaterale del settore bancario, diretto corresponsabile delle sorti della Banca. Il suo denaro in Banca dall’essere un mero deposito diventa un capitale di rischio a beneficio della Banca (per i depositi oltre i 100 mila euro, rammentiamo).

Un cambiamento epocale, dicevamo, che ovviamente non può passare inosservato. E che inosservato non passerà in sede di (certa) richiesta di giudizio in caso di sua applicazione. 

In estrema sintesi, e in prossimità degli enormi stravolgimenti del settore bancario in crisi che ci saranno nei prossimi mesi, e di cui il caso di Banca Etruria rappresenta solo una entrée, in pratica Visco: ha ammesso che Banca d’Italia non si era accorta di quanto stava accadendo in Banca Etruria; ha ammesso che ci sono enormi dubbi sui meccanismi e sulle conseguenze che ci saranno dall’entrata in vigore del Bail-In; e al tempo stesso ha però rassicurato gli italiani sul fatto che i loro risparmi sono al sicuro.

Diremmo che si possono dormire sonni tranquilli, no?

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