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Obama e il falso: Iraq liberato? Come no

La “Nuova Alba” in Iraq ha tutte le tinte fosche possibili tipiche delle macerie che gli Stati Uniti lasciano dietro di sé dopo le loro guerre di liberazione. Non c’è bisogno di ricordare il Vietnam, l’Afghanistan di anni addietro, il Golfo e tutte le situazioni militari, ufficiali e non, dove la (tecnologicamente ipocrita) macchina da guerra Usa ha lasciato terra bruciata in seguito al proprio intervento.

Eppure, le dichiarazioni di Obama di ieri relativamente al Medio Oriente e al disimpegno delle forze statunitensi dall’Iraq (pare da fine agosto) sebbene dette con la mascella tronfia tipica dei presidenti Usa di fronte ai microfoni, contiene due falsità enormi, che chiunque dotato di buon senso e immune al sistema della propaganda dei media avrà certamente colto.

Il punto è che gli Stati Uniti, a detta del presidente, hanno “posto fine al conflitto iracheno in modo responsabile”e dunque sono pronti a smobilitare le proprie truppe, quasi tutte, dall’Iraq. Naturalmente è inutile sottolineare il fatto che il “conflitto iracheno”, che gli Stati Uniti dicono di aver risolto, sia stato creato e attizzato proprio da essi. Così come il fatto che neanche la realtà e le cronache degli ultimi giorni - non parliamo degli ultimi mesi o delle ultime settimane, ma proprio degli ultimi giorni - che raccontano e testimoniano di un Paese in piena guerra civile, tutt’altro che pacificato e ben lungi dall’essere in sicurezza, abbia impedito a Obama di dire che tutto è a posto e che dunque le truppe possono andarsene. (…)

(Ribelle Quotidiano)

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