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Grecia: è anche la nostra lotta

Borse in calo ed Euro ai minimi storici. E morti. Soprattutto morti.

I fatti di Atene sono noti e tutti li avranno visti in televisione o su altri giornali, ora cerchiamo di capirne la portata.

Tanto per iniziare, non si tratta di considerare la cosa unicamente come la volontà di pochi irriducibili che cercano lo scontro in ogni modo e che in questo caso, purtroppo, hanno fatto registrare delle vittime. Certo, i fatti di ieri possono anche essere stati scatenati dalle frange meno tranquille della manifestazione. Ma le immagini di persone comuni, e ragazzi, di ogni tipo ed estrazione sociale, nel partecipare a scontri di vario tipo con la polizia locale sono - o dovrebbero essere - negli occhi di tutti.

Il punto è molto più ampio, e si capisce alla perfezione nell’immagine degli striscioni appesi sotto al Partenone: “popoli d’Europa, sollevatevi!”.

Perché ciò che accade in Grecia è in realtà di portata molto più ampia. Protestare contro il governo Papandreou e le sue misure imposte dall’Europa dei banchieri non è, come sarebbe da noi, protestare contro Berlusconi e le sue escort. Quello che accade lì, è quello che sta accadendo ai popoli d’Europa. Solo che in pochi se ne sono accorti. 

I greci stanno avendo gli effetti per primi. A ruota seguiranno gli altri. E poi tutti. 

“Il sonno della ragione genera mostri”. È lo stesso sonno che fa interpretare altrove, quei fatti, come semplici e normali contestazioni a politiche restrittive. Altro che “quei Black Bloc pronti a tutto”.

È il sonno che non fa capire ancora, alle genti d’Europa, che (…)

(per Ribelle Quotidiano)

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