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(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Cena e "Impero del Bene"

Cena a casa nostra con il mio amico Enzo Le Fevre Cervini e la sua compagna Lavinia. Difficile trovare persone che, pur con idee e percorsi di studio e professionale che hanno condotto a convinzioni tanto differenti (una su tutte: l’ingerenza di paesi e coalizioni terze nella politica interna di paesi sovrani: Enzo è un esperto delle Nazioni Unite sulla prevenzione dei genocidi) si riesca ad affrontare argomenti anche difficili con tanto garbo, stile, rigore intellettuale e comprensione. Oltre che ironia.

Non è un caso che sia io sia lui consideriamo la perdita di Giuliano Gennaio come quella più importante della nostra vita. Anche con Giugen era possibile parlare in tal modo. Gli unici casi di dolore personale così intenso, dopo la morte di Giuliano, li ho potuti provare solo con la morte di mia madre e quella, tanti anni fa, ormai, di mio cugino Curzio Giannini. Ma la morte di mia madre ho potuto accettarla, è nell’ordine delle cose. Quella di mio cugino quarantasettenne, una delle menti più brillanti e profonde che abbia mai conosciuto, e quella di Giuliano non ancora ventinovenne - un furto a lui e a quanto insieme avremmo potuto vivere - non riesco a a mandarle giù.

Alla fine regalo una copia de L’Impero del Bene di Alain de Benoist a Lavinia. È un testo quasi introvabile, che affronta, con rigore scientifico e parole (e dimostrazioni) definitive, quello che sono realmente gli Stati Uniti e come si sono comportati negli ultimi anni. Lavinia è curiosa di storia e di storia delle idee. E affatto reticente a mettersi in gioco. Degna compagna di Enzo.

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