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(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Pesantezza digestiva

Primo: ma che cazzo avranno da ridere in quei faccioni nei manifesti elettorali? Secondo: qui ci vuole un digestivo potente se non una vera e propria lavanda gastrica.
Ora, vada che Calearo, padrone di industrie, abbia dichiarato che non vuole andare con il Popolo delle Libertà perché non vuole stare sotto padrone (si sa, chi è abituato alle comodità non riesce a rinunciarci) e poi si sa che il vero luogo delle libertà è il loft del Pd; vada che Berlusconi sia finalmente riuscito a intraprendere l’unificazione degli opposti estremismi e si trovi d’amore e d’accordo con Bertinotti per salvare Alitalia; vada che Colaninno abbia deciso di candidarsi (utilizzando la più classica delle tecniche berlusconiane) con il partito che ha messo in ginocchio le industrie nell’ultima legislatura; vada che Sartori abbia iniziato a scrivere di sviluppo insostenibile e Tremonti di protezionismi vari dopo che per decenni hanno idolatrato il mercato; vada anche che la Brambilla non abbia più tempo di rifarsi la tinta e la Santanché di curarsi i baffi che tanto le cose da mettere in mostra per vincere le elezioni sono altre e non riguardano il mezzobusto; vada soprattutto, e lo digeriamo a stento, che mentre Ferrara porta in trionfo Ratzinger per la propria campagna elettorale lo Sdi di Boselli punti direttamente molto più in alto, precisamente alla destra del Padre, e nomini Cristo in persona come sponsor dei natali del socialismo,
ma che siccome Mastella non si è candidato alle elezioni allora non si vendono più mozzarelle di bufala ci pare veramente cosa inaccettabile. Dovremmo essere noi a boicottare la Cina e invece sono gli orientali a boicottare il Bel Paese? Qui urge sistemare le cose: qualunque sia il governo eletto, Clemente da Ceppaloni deve essere nominato sottosegretario all’Agricoltura per acclamazione di piazza, così passerà alla storia come il salvatore dell’export made in Italy e, in un colpo solo, della tradizione contadina, meridionale e feudale della nostra bella terra depredata.

(Pubbl. su Veleno Settimanale del 30/03/2008)

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