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(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Tribuna Monte Mario

C’è una cosa peggiore del classico tifoso abbonato alla tribuna Monte Mario dello stadio Olimpico.

È il tifoso abbonato alla tribuna Monte Mario dello stadio Olimpico, della Lazio.

Ma calma: certo che sto a rosicà che la maggggica ha perso il derby. E non per lo scudetto sfumato, che tanto, pure se fossimo arrivati due punti sopra all’Inter alla fine sempre l’Inter l’avrebbe vinto. I dieci-dodici favori arbitrali che ha ricevuto sino a ora (leggasi, una ventina di punti) sarebbero diventati anche venti, di favori, pur di farla vincere. Non è questo il punto. La rosicata, che c’è - ipocrita chi lo nega - è proprio il fatto di essere stati battuti da una squadra di metà classifica, fuori da qualsiasi coppa e da qualsiasi discorso che non sia quello di arrivare indenne alla fine del campionato.

Qui è di tifoserie che si  parla, roba che miscela il sacro con il profano, la passione con l’astiosità, la tradizione romana e romanista con quella provinciale lazialista. Perché una cosa è chiara: nella Capitale, di squadra ce ne è una sola, ed è la Roma. L’altra al massimo è una cugina. E da che mondo è mondo, la cugina esiste per essere fottuta.

Ma ora torniamo sugli spalti della Monte Mario, con  piccola premessa per chi non frequenta l’Olimpico. Ebbene, la tribuna Monte Mario è quella top, tra tutte, in merito a prezzi e standing. La tribuna Tevere al lato opposto ha la stessa identica visibilità della Monte Mario speculare, ma mentre la prima è destinata a tifosi che fanno uno sforzo in più per acquistare biglietti o abbonamenti per vedere meglio la partita, la seconda è destinata ai “facoltosi”. L’abbonamento in Monte Mario costa circa il doppio di quello speculare sulla Tevere.

Per cosa? Per stare seduti vicino alla stampa, vicino agli spogliatoi, vicino a sessantacinquenni al massimo dell’abbronzatura artificiale con bambine di venti anni al seguito in tribuna d’onore, tra  vipperia varia e avariata. È, soprattutto, l’abbonamento che consente, tra il primo e il secondo tempo, di scendere in un foyer sotto alle gradinate e partecipare a un buffet gratuito offerto dalla società. Partecipare è il termine adatto, poiché di vera competizione, appunto, si tratta.

Da frequentatore della tribuna stampa - per motivi professionali, si fa per dire - una delle cose più interessanti della pausa tra i due tempi, per me, è proprio scendere nel foyer e vedere la rincorsa all’ultimo pezzo di torta, all’ultimo calice e sorbetto, messa in opera dai tifosi facoltosi della Monte Mario (qualcuno dei quali scende nel foyer anche al quarantesimo del primo tempo, se non prima, per aggiudicarsi un piccolo vantaggio). È una delle manifestazioni più veritiere del micromondo variegato che ad inizio anno compera un abbonamento nella Monte Mario.

Si sà, da che esiste tale abbonamento, che la Monte Mario è frequentata da imprenditori (per lo più palazzinari), macellai, ristoratori arricchiti e prole ormai cresciuta di ristoratori arricchiti che hanno riscattato col tempo e con il conto in banca da ostentare appunto con l’abbonamento alla Monte Mario un passato di indigenza. Il romano però, tra le altre cose si riconosce proprio davanti al cibo. Soprattutto davanti al cibo offerto gratuitamente e ancora di più davanti al cibo offerto gratuitamente in seguito al bonus contenuto nel prezzo esorbitante di un abbonamento alla Monte Mario (parliamo di svarie migliaia di euro all’anno).

Ecco, il tifoso abbonato alla Monte Mario dà il meglio di sé - oltre che nell’abbigliamento e negli accessori, che svariano tra visoni d’annata, Rolex di varia natura e provenienza e anche qualche improbabile Borsalino - davanti a un pezzo di torta offerto dalla AS Roma tra un tempo e l’altro. Loro sbranano con le mani anche una torta di panna mentre in curva Sud, la mitica curva Sud, tra il primo e il secondo tempo al massimo si rolla una canna o si finisce la rosetta secca del sabato passato ammorbidita dalla frittata tattica che ha la capacità di ri-ammorbidire la rosetta altrimenti immasticabile. Se ci si vuole proprio svagare si assale un bibitaro, così, per gioco, per un caffé Borghetti quanto costa uno? Uno un euro e cinquanta? Vabbè ti do tre euro ma me ne dai quattro sennò te butto giù sulla pista ok capo?

Ma vuoi mettere? Ma vuoi mettere la torcida e il respiro unico della Sud?

Ecco, mettiamo e torniamo al punto. Il tifoso abbonato alla Monte Mario è quello.

Ma quelli laziali che ho visto mercoledì sera, pellegrinati a Roma da Mentana, Monterotondo, Anguillara, la Sabina, il Viterbese e più in generale il sottobosco fascio-catto-borghese decaduto quando non proprio e ostinatamente rurale e contadino, è peggio. Molto peggio.

Perché i signori avevano guance naso e fronte rossa, mani a badile, montoni anni Ottanta e sciarpe annodate al collo da playboy de provincia, ma le signore, ah, le signore, sotto ai visoni avevano tute di acetato della Lazie e scarpe marroni con tacco sporco di fango. Cavezze dorate al collo e anelli incastonati nella trabordante carne viva delle dita wurstellate. E gli accenti, lo sguaio, la classe, dio che classe Di Origine Cafona… Poi dice perché a Roma si dice che ti ha detto sfiga, se per caso sei nato e cresciuto in una famiglia nella quale si tifa Lazie e non sei riuscito ad affrancartene e al contrario si idolatrano zii e cugini che anni dopo, quando sei ormai adulto, posso vantare meriti con te e orgogliosamente ricordarti che sì, non fosse stato per loro, potevi crescere pure della Lazio!

Ultima nota, di tenerezza sincera: un padre, contento fino alle lacrime, teneva per la mano il figlio novenne con sciarpa biancoceleste regolamentare al collo durante l’uscita dalla Monte Mario la sera scorsa, dopo la partita arraspata al novantaduesimo, e lo esortava a essere ancora più contento della vittoria in sé, con suggerimento di strategia incluso “Hai visto? E ora, per tutta l’estate, diremo che noi abbiamo vinto il Derby”.

L’estate è lontana, cugini, e nella prossima estate noi ne avremo tante di cose da dire. Nell’attesa noi ci giochiamo la Champions, per voi invece la stagione è finita da quando è iniziato il campionato… 

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