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Questo è il mio sito personale

(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Io corro da solo

E pure noi, da soli ma insieme, ognuno con  la sua identità eppure con vincolo di coalizione, correremo il più lontano possibile dalle urne, election day o no, e saremo candidati leader di noi stessi nella lista “affanculo tutti”.
Che nulla è cambiato, e nulla cambierà.
Tra Fini che disintegra An dentro al Partito delle Libertà e lascia dietro Storace a fare rubamazzo per prendere i repubblichini rimasti esuli in patria per poi travasarli nel pitale del Cavaliere, tra Casini che va verso il centro e Berlusconi che mette in campo Giuliano Ferrara per fare scopa dei democristiani sciolti onde farli finire sempre nel pitale regale, Pannella e Bonino con il conto in rosso, le transaminasi alle stelle e l’emoglobina ai minimi storici a cercare la flebo giusta, Di Pietro che si candida con D’Alema e Fassino archiviando l’indagine sulla scalata alle banche, la Cosa Bianca che più di un nome di partito sembra un film con Michele Placido e la Cosa Rossa che pare l’ultima pellicola di Tinto Brass, forse quella da fare veramente è la Cosa Giusta, ovvero la fuga di cui sopra.
Ma la politica italiana, come un Blob alieno, trasuda da ogni riunione spiritica notturna per stilare programmi, congiure, cadreghe.
Spuntano come zombie relitti dichiarati - troppo frettolosamente - clinicamente morti: a Ciriaco de Mita non bastano quaranta anni al Parlamento italiano e cinque a quello europeo per andare in pensione, e si mette a trattare sulle poltrone come un Mastella qualsiasi, Rutelli ha fatto tana libera tutti con il Comune di Roma e non si sa che fine faranno Caruso e Vladimir Luxuria, unici veri personaggi autentici del Governo Prodi (ed è tutto dire).
Se saremo fortunati, voto o no, nella prossima legislatura ci troveremo anche Toto Cuffaro come ministro della Giustizia, che a conti fatti è quello con meno condanne sulle spalle e degno successore di Clemente da Pietralcina.

(Pubbl. Veleno Settimanale del 24/02/2008)

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