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Siamo all'esproprio dei conti correnti privati

È una conseguenza del decreto Visco-Bersani: legittimazione di un pignoramento da parte delle Autorità fiscali del denaro depositato in banca dagli evasori. E - questo  il punto - senza il controllo preventivo dell'Autorità giuridica.

Occhio: la battaglia all'evasione fiscale è una cosa sacrosanta. Anche perché chi è più facilitato a evadere le tasse (per la natura del proprio lavoro e i meccanismi di introito del proprio reddito) è esattamente colui che è responsabile in larga parte del fatto che gli altri - tutti gli altri che non hanno possibilità di evadere le tasse - paghino oggi le aliquote altissime del nostro paese che tutti conosciamo.

Traduciamo: il fatto che il lavoratore "A" evada la tasse significa che il lavoratore "B" che non può farlo, di fatto paga le tasse proprie e le tasse non pagate dal lavoratore "A". Dunque si tratta di un furto. Che va punito.

Sul come farlo è esattamente il punto attorno al quale ruotano gran parte dei problemi.

Il lavoratore che evade le tasse - generalmente - non versa il proprio denaro nero sul conto corrente personale. Magari gira un assegno per comperare una automobile di lusso. Oppure paga in contanti tutti gli altri beni. Oppure invia denaro su altri conti correnti ma, in ogni caso, non utilizza il proprio conto corrente per depositare denaro. Ergo non è lì che bisogna andare a cercare.

Allora, riflessione 1: il denaro pignorato dai conti correnti è in larga parte pignorato dai conti correnti di chi generalmente già paga le tasse;

riflessione 2 (più importante): la Confconsumatori ha spiegato che la normativa introdotta da Visco-Bersani con la legge 262/2006, permette alle aziende esattrici il "libero accesso all'anagrafe dei conti correnti senza il controllo dell'autorità giudiziaria" ponento così il fisco "in una posizione di vantaggio rispetto a tutti gli altri creditori pubblici o  privati":

La nuova disciplina prevede l'espropriazione diretta, ovvero l'obbligo per il terzo (per esempio la banca nella quale si ha il conto) di pagare direttamente all'esattore pur senza la necessaria vigilanza del giudice dell'esecuzione, come invece accade in tutti - tutti - i pignoramenti verso terzi.

Insomma, il "Grande Fratello Fiscale".

Sintesi: al di là del metodo con il quale colpire (giustamente) la frode fiscale, che è ben lungi dall'essere messo a punto, questo metodo di esproprio diretto dal proprio conto corrente cancella del tutto il diritto di difesa del cittadino, seppure debitore o presunto tale

 Questo è quanto.

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