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(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Punti sulle "i" (per gli autoconvocati)

Innanzitutto partiamo da una precisazione a favore di tutti i giornalisti superficiali e male informati - nella migliore delle ipotesi… - che hanno pubblicato dei dati poco attendibili in merito alla partecipazione di pubblico alla manifestazione “Autoconvocati” del 27  giugno ultimo scorso: ebbene, gli intervenuti non sono stati una ottantina ma circa 250, vale a dire, nel totale, più del completo di quanto il Teatro Anfitrione, dove si è svolta la manifestazione, può contenere.
Sui dati, da sempre e in ogni circostanza – che sia una manifestazione della sinistra o della destra, o che siano i dati di ascolto di qualche trasmissione o di vendita dei quotidiani, c’è sempre stata l’apologia dell’imprecisione. Che sia la comunicazione degli organizzatori di una manifestazione subito smentita e corretta dai dati della Questura, che siano i dati di diffusione e vendita corretti dalla resa reale delle copie di un giornale, ebbene non vi è quasi mai il caso che si riesca a stabilire con precisione il vero quorum di presenze o vendite.
A titolo di esempio, l’Audiradio, cioè la società che rileva e pubblica i dati di ascolto delle emittenti radiofoniche, attraverso delle interviste a qualche migliaio di ascoltatori propone delle proiezioni estese a circa 38 milioni di italiani che ascoltano la radio…
Dunque.
I dati sono spesso, troppo spesso, non veritieri. Nel caso cui ci riferiamo, ovvero quello della manifestazione, è sorto però un dubbio alla redazione de La Destra proprio leggendo quanto riportato da alcuni cronisti che hanno visibilmente sminuito la portata della manifestazione in oggetto. Ci sono venuti dubbi soprattutto facendo il parallelo di alcuni articoli con l’evidente “pericolosità” – dunque efficacia – che la manifestazione organizzata da Fabio Torriero poteva rappresentare, e che effettivamente ha rappresentato.
Ci siamo quindi premuniti di visionare più volte il video della registrazione effettuata durante la manifestazione – video che è disponibile a chiunque ne faccia richiesta – e che consigliamo vivamente ai cronisti di alcuni quotidiani, che certamente si riconosceranno in queste righe, per correggere la loro poca professionalità.
Ebbene, tra le persone che hanno partecipato dall’inizio alla fine della manifestazione, e quelli che hanno deciso di passare solo parte del pomeriggio in teatro, abbiamo registrato la presenza di un totale di circa 250 persone.


Impossibile tuttavia, e scorretto, da parte nostra, non fare un mea culpa su un paio di aspetti che hanno inficiato, in parte, la riuscita della manifestazione: ci scusiamo con tutti i presenti, innanzitutto, per aver iniziato con circa un’ora di ritardo rispetto a quanto previsto. E ci scusiamo, per averne preso atto soprattutto in occasione della visione del filmato che ha confermato quanto stiamo per dire, per avere cambiato il tabellino di marcia in corso d’opera e aver lasciato probabilmente troppo spazio agli interventi di alcuni politici che hanno voluto prendere la parola. In quei momenti – eccettuata l’occasione dell’intervento di Teodoro Buontempo - e l’aspetto non è di poco conto, abbiamo registrato infatti un calo di attenzione, e di presenze, all’interno del teatro.
La prossima volta questa cosa non accadrà.
Perché ci sarà una prossima volta. Questo è sicuro. Soprattutto in virtù del fatto che, al di là di alcune cronache sulfuree che abbiamo letto, la “base” è stata presente, ha preso la parola e ha comunicato in modo chiaro alcuni concetti. Esattamente ciò per il quale si è convocata. Dunque la manifestazione ha funzionato. Eccome.

La base è stanca e sfiduciata di quanto operato da Alleanza Nazionale all’interno della legislatura in corso e soprattutto in merito ad alcune ultime prese di posizione del capo del partito ma, cosa importante, ha lanciato un chiaro messaggio di attaccamento e affetto nei confronti del cuore valoriale e sociale del partito tanto da chiedere in tempi brevi una assemblea, un congresso, magari delle primarie e, comunque, un chiaro cambiamento di rotta.

La base si è inoltre espressa, quasi all’unanimità, per il rifiuto di prendere parte al partito unico di Berlusconi e, in ultima ma importante analisi, ha espresso in maniera chiara e inequivocabile la volontà di una riscoperta dello spirito di Fiuggi datato ormai più di dieci anni fa e troppe volte disatteso nel corso degli anni.

Al momento in cui pubblichiamo queste righe è imminente la riunione nazionale di An di sabato 2 luglio, e sembra, dalle ultime notizie, che Berlusconi abbia cambiato idea – almeno in parte –in merito alla realizzazione del partito unico.

Speriamo in ogni caso che gli esponenti politici vogliano tenere conto dell’espressione dell’elettorato e, possiamo impegnarci fin da ora, una volta che alcune mosse saranno state fatte – dalla riunione del 2 luglio fino alla scelta o meno di promuovere l’ingresso nel partito unico – torneremo, come sempre, a dare la voce alla base senza alcuna intromissione o filtro che invece, su molte testate, abbiamo riscontrato con non poco disagio.

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