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(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Esce "Klito", di Giuseppe Carlotti

Oggi Steppenwolf diventa una nursery. Con grande orgoglio e in pizzico d’onore e rivincita appendiamo fuori dalla porta un fiocco azzurro. Anzi rosa.
Insomma, in tutte le librerie, oggi esce Klito, il libro d’esordio di Giuseppe Carlotti che, chi ha seguito questo sito da un paio d’anni, già ben conosce.
Scriverò una recensione in uno spazio più appropriato, vale a dire su una delle riviste culturali per le quali scrivo, ma questo spazio privato è il luogo più adatto per esprimere invece la soddisfazione più intima di presentarvelo e per togliermi anche qualche sassolino dalla scarpa.
Il libro di Giuseppe merita un successo di pubblico almeno decuplicato rispetto alla enorme operazione di marketing che già gli è stata riservata dall’editore, che è Fazi.
Chi, fino a ora, ha assistito alle sue eiaculazioni periodiche su questo sito, il più delle volte “pulendosi il viso” sdegnatamente (usando una espressione certamente cara all’autore di Klito) adesso potrà finalmente vedere il risultato di tale concepimento. Se ne avrà il coraggio.
Abbiamo dalla nostra il fatto di avere sempre creduto nella genialità di Giuseppe, pur entrando in conflitto con il 93.7 per cento delle cose che ha sempre scritto e l’onore vouyeristico di avere assistito al coito, leggendo in via di scrittura e in bozze ciò che poi è stato pubblicato. Dunque avevamo ragione a difenderlo, sempre e comunque. E viene anche un po’ di commozione fraterna a pensare che all’asilo facevamo pipì insieme per vedere chi arrivava più lontano.
Comunque, per chi ha fegato, il libro è da oggi in libreria, riconoscibilissimo per via di una copertina fuxia come erano fuxia i panta-collant di moda negli anni Ottanta.
Compratelo. E poi, o prima, andate a vedere il nuovo sito di Giuseppe: www.giuseppecarlotti.com.

VLM

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