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(ciò significa, in poche parole, che oltre agli articoli e ai libri e a tutto il resto, potresti trovarci anche cose che non c'entrano nulla. E che in fin dei conti sono il meglio)

Sulla 194/1

La 194 non si tocca. È una legge perfettamente in linea con le prerogative di uno Stato che è espressione delle necessità e delle volontà dei cittadini e della società che rappresenta e guida. Da quando lo Stato ha perso la sua funzione di espressione di una concezione del mondo e delle cose e dei valori (poichè a guidarlo e a essere guidati non vi sono più persone che ne hanno), e pertanto di una indicazione di rotta che sia ulteriore a meri fini terreni, le leggi diventano strumenti utilitaristici ai fini del sentire comune più diffuso. Cioè maggioritario. Cioè democratico. Cioè mediocre. Ma tant'è. Tanto è giusto che sia.

I cittadini hanno scelto per rendere legale l'interruzione di gravidanza (anche se il fatto stesso di redere legale si porta dietro un mucchio di giustificazioni emotive). Così deve essere. A meno che i cittadini stessi non cambino idea. Come si evince, non vi è un motivo "ulteriore", "altro", "supremo". Vi è una volontà meramente "terrena", numerica, affatto astratta, che non trascende per nulla rispetto alle necessità e alle volontà umane, troppo umane. Utile, appunto. Utile a tante cose. E ne riparleremo.

 (continua)

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