Altre vite: dal terremoto alla libertà

Altre vite: dal terremoto alla libertà

A Riccardo, il 6 aprile del 2009, alle ore 3:32 di notte precise, è crollato il mondo addosso. Letteralmente. La vicenda generale è nota, è apparsa su tutti i giornali e le immagini tremende sono state diffuse da tutti i telegiornali. Almeno il tempo per il quale la notizia, come si dice in gergo, ha “tirato”. Poi il tutto è uscito di scena, salvo sporadici aggiornamenti più che altro relativi alle immonde vicende giudiziarie di una delle ennesime tristezze del nostro Stato assente, quando non presente in modo criminoso, nelle vite dei cittadini.

A L’Aquila ci sono ancora macerie, nel centro storico. E la situazione rimane immobile e polverosa a tempo indeterminato. 

Quel media che manca

Quel media che manca

Tra i tanti suggerimenti e quesiti che riceviamo, che si tratti di email, di commenti ai vari articoli sul sito, o anche in occasione di incontri telefonici o personali, c'è una domanda che ritorna periodicamente, alla quale rispondiamo ogni volta ma che pure appare non esaurirsi mai.

Si tratta evidentemente di un tema ricorrente e assai sentito da molti. Del che ci sono tutte le ragioni, beninteso. 

La Catalogna vuole essere indipendente. Cioè libera

La Catalogna vuole essere indipendente. Cioè libera

Madrid gli aveva negato la ufficialità, ma la Catalogna è andata avanti per conto suo. Per fare una conta interna, e per mandare un messaggio al governo centrale. E il messaggio è stato chiaro: indipendenza.

La storia relativa alla volontà secessionista catalana va avanti ormai da anni. E si è inasprita ulteriormente in seguito alle recenti vicende relative al governo spagnolo prono di fronte alla tecnocrazia europea e alle misure di austerità imposte alla popolazione.

La farlocca ripresa americana (e il crollo di Obama)

La farlocca ripresa americana (e il crollo di Obama)

E dunque la Federal Reserve statunitense ha deciso di terminare (per ora) il suo programma di Quantitative Easing. Non solo: la Fed stessa motiva tale decisione con una dichiarazione pragmatica: siccome il tasso di disoccupazione è diminuito al 5.9%, cioè un decimale al di sotto della soglia fatidica del 6% che non avrebbe permesso di terminare con la stampa di banconote per tamponare la crisi, ora si può “finalmente” uscire dalla politica accomodante.

Il messaggio implicito che si sta comunicando a tutto il mondo - e soprattutto all’Europa ancora alle prese con una fase precedente rispetto a quella Usa, e cioè quella che vuole ancora lacrime e sangue - è che allora la strada seguita dalla Fed e dagli Usa è quella giusta, e dunque la si deve seguire anche da noi.

Pd: manganello e olio di Renzi

Pd: manganello e olio di Renzi

Le manganellate di ieri ai metalmeccanici non rappresentano solo un evento gravissimo, ma la dimostrazione pratica di una situazione politica e sociale ormai estremamente chiara. E non solo per come ha sintetizzato il tutto il segretario della Fiom, Landini, che con parole inequivocabili ha dichiarato, anzi giustamente urlato, che «questo Paese esiste perché c'è gente che paga le tasse. Altro che palle, Leopolde e cazzate varie. Basta slogan, hanno rotto le scatole. Che diano l'ordine di colpire chi c'è da colpire: in un Paese di ladri, di corruzione, se la vengono a prendere con noi». 

Quell'inutile difesa di (questo) lavoro novecentesco

Quell'inutile difesa di (questo) lavoro novecentesco

Maurizio Landini si batte come un leone, bisogna ammetterlo. Con capacità e convinzione. E con efficacia mediatica fuori dal comune. Non come la moscissima Camusso, praticamente incapace di suscitare la benché minima scintilla in chicchessia tanto in piazza quanto, soprattutto, in televisione.

Landini invece il suo mestiere lo sa fare benissimo. Il punto è che si tratta di un mestiere in rottamazione, tanto quello del lavoratore. Che quasi non c’è più.

Teatro dell'Opera: la storia torbida dei licenziamenti (altro che indennità fantasiose)

Teatro dell'Opera: la storia torbida dei licenziamenti (altro che indennità fantasiose)

Sulla vicenda del licenziamento di quasi duecento artisti del Teatro dell’Opera di Roma aleggiano più fantasmi che certezze. Ed enormi ragionevoli dubbi. Non è certo neanche il fatto stesso che riguarda il loro licenziamento, nel senso che per come è stato annunciato ci sono seri indizi di incostituzionalità che prima o poi dovranno pur essere affrontati. Nel frattempo si brancola nel buio, complice anche una ormai ampia casistica di articoli di stampa sciatta se non proprio scorretta e con il sospetto di una vera e propria azione di convincimento, per quanto attiene all’opinione pubblica, per veicolare la necessità di questi licenziamenti.

La Troika è già tra noi

La Troika è già tra noi

Ma insomma appare veramente normale che l'uomo che ha operato i tagli relativi alla spendig review nel nostro Paese torno poi a fare il lavoro che faceva prima, e nello specifico alle dipendenze del Fondo Monetario Internazionale?

Possibile che sul serio non si capisca come un conflitto di interessi serpeggi in modo così chiaro e allo stesso tempo gli italiani, pronti a stracciarsi le vesti per qualsiasi cosa di poco conto, non trovino poi neanche la capacità di cogliere una situazione così paradossale e non si trovi una persona che sia una, neanche nella cloaca di facebook, per sollevare qualche ragionevole dubbio?

Renzi e la manovra "col botto" (letteralmente)

Renzi e la manovra "col botto" (letteralmente)

Come era facile immaginare, anche in occasione della presentazione della Legge di Stabilità, il governo Renzi ha impugnato il megafono per urlare e alzare la posta.

Il documento appena presentato è presente al momento su tutti i siti di informazione. Si tratta di un elenco di misure e di cifre che è impossibile da commentare a fondo, visto il carattere attuale di mero annuncio. Ma anche solo a prima vista, salta immediatamente all’occhio che si tratta di cifre tanto grandi dal rendere impossibile anche solo pensare a una loro reale applicazione.

Rivoluzione, Ribellione. E "danni permanenti"

Rivoluzione, Ribellione. E "danni permanenti"

E insomma ci hanno dato anche degli “schiavi” e dei “collaborazionisti”. Epiteti che si aggiungono agli altri che abbiamo collezionato negli anni. Di provenienza diversa e variegata, ma soprattutto disostanza opposta, da caso a caso, secondo istinto del momento, nel corso della storia di questo giornale, ci è stato detto di tutto. Forse comunichiamo in modo troppo difficile, o contorto. O forse sono proprio alcuni soggetti che veramente non capiscono un cazzo e sono perduti per sempre.

A questo proposito prende corpo sempre di più un progetto che abbiamo in mente da tempo, e che riguarda la messa a fuoco di una particolare patologia che appare avere afflitto tante, troppe persone: ci sono soggetti che ormai hanno danni permanenti.

Tutti a Bevagna (siamo figli del Medioevo, eccome)

Tutti a Bevagna (siamo figli del Medioevo, eccome)

Esistono ancora i luoghi dell’anima. Ne ho trovato uno incredibile. Attuale, presente, ancora intatto in questa modernità terribile che viviamo e che tenta di cambiarlo eppure orgogliosamente radicato in un solco che ha radici antiche ma ancora vive, in grado di parlare, di raccontarsi e di raccontarci.

Siamo senza dubbio figli del medioevo, noi, della terra e delle pietre, del lavoro artigianale e di un linguaggio che porta ancora oggi segni indelebili di quel tempo.

È inutile, siamo spacciati

A livello globale, non c'è verso. Verrebbe quasi di dar ragione a Paolo Barnard - il che è tutto dire - quando "ritira" la firma da alcuni siti internet, oppure se la prende in modo sgangherato con vari "lettori" e "commentatori" dei suoi articoli on-line che non capiscono un accidente di ciò che ha scritto e però non si esimono dall'imbrattare i forum e gli spazi dei commenti con qualsiasi cosa. La prima che gli passi in mente.

Il caso è odierno, e mi riguarda da vicino.

La parola alle Banche: "bolle e bombe nucleari monetarie"...

La parola alle Banche: "bolle e bombe nucleari monetarie"...

A quanto pare anche due soggettidi un certo calibro hanno gettato la maschera. Nei giorni addietro, in rapida sequenza tanto da far sembrare il tutto quasi una messa in scena (a favore di cosa lo vedremo), Deutsche Bank e Mediobanca, rispettivamente, hanno pubblicato i risultati di ampi studi fatti dai loro sedicenti macro-esperti e offerto delle dichiarazioni per sentenziare una cosa di non poco conto: solo una bolla ci può salvare. E non solo.

Quella serenità di trenta anni fa

Quella serenità di trenta anni fa

Fa un certo effetto pensare a 30 anni addietro. Perché di 30 addietro ho memoria storica personale e ricordi vividi. Quando leggo di serie storiche, di anni Cinquanta e Sessanta, posso solo studiarne i dati e immaginare. Ma il comunicato di Confcommercio della settimana scorsa non lascia scampo: "i redditi delle famiglie sono tornati indietro di 30 anni". Io quei tempi me li ricordo. Io c’ero. I redditi di mio padre e di mia madre me li ricordo eccome.

Cocaina e puttane. E il Pil torna a crescere

Cocaina e puttane. E il Pil torna a crescere

Dunque brindiamo, diversi problemi sembrano andare verso soluzione. Uno su tutti, il rapporto debito/Pil e tutto quello che ne consegue, come per esempio la possibilità di non sforare troppo dal tetto del 3% e pertanto di poter spendere qualcosa di piùper rilanciare l’economia

L’Italia riparte? Si inverte la tendenza ormai in atto da quasi un decennio? Niente affatto. A far tutto ci pensa l’Europa, con una norma tipicamente europea.

Servizi quotati in Borsa e manutenzione "fai da te". Lo Stato getta la spugna

Servizi quotati in Borsa e manutenzione "fai da te". Lo Stato getta la spugna

All'interno della boutade parlamentare di queste settimane, che tra ciò che resta del mese di settembre e soprattutto ottobre si appresta a far arrivare in aula una selva di provvedimenti da approvare, ivi incluso il patto di stabilità che in pratica sarà una nuova manovra da circa 20 miliardi (almeno tale è la cifra che si fa in queste ore), è facile perdere di vista alcuni dettagli fondamentali di quanto sta accadendo o per accadere. 

BCE-cadabra: prossimo trucco, mister Draghi?

BCE-cadabra: prossimo trucco, mister Draghi?

Non ci resta che piangere, ovvero il Quantitative Easing vero e proprio. A essere ai minimi termini, adesso, non è solo il costo del denaro, ma Mario Draghi e la Banca Centrale Europea stessa. Non in termini economici o di incassi da signoraggio, sia chiaro, quanto per le mosse ancora possibili da mettere in campo per tentare di risollevare la situazione, almeno secondo i desiderata del loro unico criterio.

I Fulltimers. Un nuovo modo di vivere. Intervista a Pierluigi Galliano

Transient

Se le parole costrizionesoffocamento e gabbia, oltre ad altre simili, evocano in almeno qualcuno dei nostri lettori qualcosa di conosciuto, e se in senso lato si è ormai capita l’assoluta insensatezza di vivere secondo i canoni sociali ed economici che ci sono imposti soprattutto in questi ultimi decenni, allora, va da sé che una indagine su quelle che possono essere sul serio delle altre esperienze di vita rappresenti un campo che può consentire oltre che interessanti spunti anche dei veri e propri momenti di evasione.

Palestina: il genocidio continua

Transient

Che il popolo palestinese debba essere spazzato via dalla faccia della terra è elemento essenziale, per Israele, per poter continuare a perpetrare la sua stessa esistenza. Si tratta di una considerazione ovvia, ancorché politicamente scorretta e censurata su qualsiasi tipo di media, per il semplice motivo che un popolo privato della sua terra (i palestinesi), o prima o poi, se non in modo perenne, tornerebbe immancabilmente a pretenderne la resa.