Valerio Lo_Monaco

giornalista

Sono nato a Roma il 13 giugno del 1974. Dopo le solite cose ho studiato - ma solo per un po’ - giurisprudenza: poi mi sono reso conto che non avevo voglia di passare la vita tra gente che litiga e atti che scadono. Con sommo dispiacere di mia madre e sommo apprezzamento di mio padre.

Sono giornalista dal 1999, almeno così dice il mio tesserino. Ho fatto anche l’inviato, per una decina d’anni, tra Europa e continente americano, in ambito sportivo (due ruote, a fiato e cuore). Poi ho fondato una WebRadio quando in Italia non si sapeva neanche cosa fossero, le WebRadio (RadioAlzoZero, nel 2005) e quindi per non farmi mancare nulla, nella sperimentazione del Web, anche un aggregatore di Blog (PigiamaMedia, 2007).

Poi ho incontrato Massimo Fini. E ho ricominciato a studiare, di brutto, come non mai. E non ho mai smesso, né di studiare né di accumulare migliaia e migliaia e migliaia di libri. Il che ha avuto delle implicazioni. Pesanti. Intanto per il tipo di studi. E poi per ciò a cui questi hanno condotto: una volta che sai, non ci sono scuse: o vai dritto secondo coscienza e conoscenza, oppure sei un bluff. Come dire? Ho scelto l’autenticità. 

Ho fondato La Voce del Ribelle, nel 2008: prima mensile cartaceo, poi quotidano on line. E la dirigo ancora oggi.  E lì parecchie altre cose, praticamente tutte le energie da allora a oggi, tra articoli, trasmissioni in video (Noi Nel Mezzo) e in audio (La Controra) su Raz24.

Tutto il resto, molto come ogni altro di noi (almeno credo, almeno così dicono) ha rilevanza soprattutto per me, e dunque è inutile stare a dire. Toh, al più un paio di info personali: detesto le vacanze e adoro i viaggi, sul territorio. Detesto le automobili e adoro la bicicletta, in ogni sua forma e utilizzo. Ho fatto anche teatro e suonato il sax. E ho volato, sì, con degli aerei piccoli così. E quando vorrò sul serio andrò a vivere su una barca a vela.

Ma prima c’è altro da fare. Ancora.

Qui sul sito c’è parecchio del mio archivio passato (scritto, audio, video). E del presente: articoli e piccoli appunti di viaggio, così, tanto per reagire. E per non dimenticare.

E per gli iconoclasti c'è anche qualche foto. 

Soprattutto, un modo per rimanere in contatto. Che siamo dispersi, sì, Noi Nel Mezzo (presto, il libro). Ma siamo parecchi a pensarla allo stesso modo. Se solo ci riconoscessimo.